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5 consigli per una startup da grandi founder

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“Quando fai una startup è come se stessi camminando sulle mani: è possibile, ma richiede uno sforzo straordinario”, è una frase di Paul Graham, il founder di YCombinator, il più importante acceleratore al mondo di progetti innovativi. La frase di Graham allontana subito dal campo chi pensa che creare una startup sia un modo facile per fare soldi. 

C’è ancora tanta ingenuità nell’ecosistema italiano su questo punto, anche se si è arrivati a un grado maggiore di consapevolezza sulle difficoltà di un’azienda innovativa, rispetto a qualche anno fa. 

Per riuscire ad avere successo con una startup occorre avere ben chiari tanti altri presupposti. Ce lo spiegano bene le frasi di alcuni grandi founder (tra cui anche Graham) che ho raccolto nell’articolo di oggi. Leggile e poi scrivimi la tua opinione su quella che preferisci.

Reid Hoffman e l’importanza del piano Z

Cos’è il piano Z per una startup? Lo racconta bene Reid Hoffman, uno dei founder di Linkedin, il social del business, che oggi può contare su 600 milioni di persone, acquistato da  Microsoft nel 2016 per 26 miliardi di dollari. In un’intervista nel libro “Silicon Valley: Cosa imparare dalla terra dell’innovazione per farcela in Italia”, Hoffman spiega cos’è il Piano Z per uno startupper:

«Bisogna sempre avere un piano A (ciò che stai facendo ora), un piano B (quando cambi rotta per arrivare all’obiettivo) e un piano Z, che poi è la tua scialuppa di salvataggio».

Va bene, insomma, la follia di lanciarsi in un’idea, ma non avere una soluzione (una carriera, un lavoro, una fonte di reddito) di riserva e finire senza un tetto sulla testa è da stupidi.

Paul Graham e la regola del 10%

Airbnb, Dropbox, Stripe, Coinbase, sono solo alcune delle aziende scoperte e lanciate da Paul Graham di Y Combinator. Dottorato in filosofia, è considerato “il filosofo delle startup”. Ecco cos’è la regola del 10% che ha ideato e che funziona molto bene come consiglio per gli startupper:

«Prova a crescere di poco ogni settimana. Non provare a fare previsioni con molti mesi di anticipo, anche se può sembrarti un comportamento irresponsabile. Se hai 100 utenti oggi, devi trovarne altri 10 la settimana dopo. Se continui a crescere del 10%, rimarrai sorpreso di quanto cresceranno i tuoi numeri».

Il 10% a settimana è una regola che provo ad applicare alle mie startup. Crescere del 10% significa che sei hai 100 utenti ne avrai 14mila alla fine del primo anno e due milioni dopo il secondo anno. Incredibile vero?

Leggi anche: Come scalare una startup seguendo l’esempio di TripAdvisor

Melanie Perkins e il “just in time learning”

Canva è uno strumento online che consente di creare grafiche e layout, utilizzatissimo nel mondo. A idearlo è stata Melania Perkins, cofounder e Ceo della startup che ha raccolto 240 milioni di dollari (dati Crunchbase) e oggi ha una valutazione di 2,5 miliardi di dollari. Ecco il suo consiglio per gli startupper:

«Ho sempre creduto nelle cose incredibili che puoi imparare semplicemente facendole (il just in time learning, ndr). Abbiamo imparato tantissimo man mano che il nostro progetto è cresciuto, facendo cose che non avevamo mai fatto prima».

Il “just in time learning” è stato ben sintetizzato nello slogan di Nike, “just do it”. In altre parole, di fronte a una sfida, il modo migliore per superarla è agire, così da uscire subito dalla zona di comfort, sbagliare e apprendere dai piccoli e grandi fallimenti affrontati.

Alexis Ohanian e la soluzione a un problema ogni giorno

Reddit è un celebre social network che consente alle persone di condividere le loro opinioni su qualsiasi argomento. L’azienda ha raccolto più di 550 milioni di dollari e ha una valutazione di 3 miliardi di dollari. Uno dei cofounder, Alexis Ohanian, racconta cosa ha imparato dalla sua esperienza:

«La prima volta che abbiamo incontrato un grosso venture capitalist, ci ha detto che avrebbe investito sulla nostra idea solo se avessimo costruito un progetto in grado di risolvere un problema al giorno dei suoi utenti».

La formula del  risolvere un problema al giorno può essere un’ottima strategia da adottare per non perdere mai di vista il cliente, metterlo sempre al centro del business anche quando hai già ottenuto un buon successo.

Brian Chesky e l’importanza di “una persona”

Chesky è uno dei cofounder di Airbnb, la startup degli affitti brevi, che ha una valutazione tra le più alte al mondo (35 miliardi di dollari!). Chesky offre un consiglio molto prezioso agli startupper che ambiscono a seguire le sue orme:

«Concentrati su una persona, invece che sulla folla».

Chesky è stato molto colpito dalla filosofia di Graham, uno dei suoi primi investitori, racchiusa nella formula, “cerca 100 persone che ti amano invece di 1 milione di persone a cui piaci un po’”. I fondatori di Airbnb hanno seguito il consiglio in modo estremamente concreto, come racconta lo stesso Graham in un’intervista: 

«Agli inizi, i founder andavano a New York e bussavano alle porte delle persone che utilizzavano il servizio per chiedere cosa si potesse migliorare. Alle nostre cene me li ricordo sempre con il trolley, perché tornavano da qualche altra città».

Quale di questi consigli preferisci? Commenta qui o sui social.

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