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5 regole per un ambiente di lavoro felice e perché ho trasformato Insem in un “parco giochi”

Se dai attenzione intorno a te ricevi anche attenzione.

Se sei attento alle esigenze dei tuoi dipendenti, li ascolti e offri i migliori ambienti di lavoro in cui stare, loro daranno valore alla tua azienda.

Oggi queste frasi mi suonano quasi ovvie, eppure non è sempre stato così in passato. Ricordo gli inizi della mia carriera: ero più “chiuso” nei confronti dei dipendenti e avevo ansia se tardavano anche di 15 minuti.

Era il mio modo sbagliato di controllare le situazioni che non faceva bene a me, né ai miei collaboratori e nemmeno all’azienda. Poi ho fatto degli sforzi per cambiare: ho imparato a dialogare di più, ad essere più aperto, a lasciare più spazio alla responsabilità personale.

Una trasformazione che ho voluto poi trasferire anche agli ambienti di lavoro e alle regole in azienda. Oggi il 20% dello spazio totale di Insem è dedicato al relax, con flipper, tavoli da biliardino, ping pong, amache e sacchi da boxe. Allo stesso tempo sono diventato un grande sostenitore della flessibilità oraria, alla gestione del proprio tempo in funzione degli obiettivi.

Che risultati ho ottenuto? Lo racconto in questo post.

Un ambiente di lavoro migliore aumenta il fatturato?

Ci sono una miriade di studi che legano la produttività al benessere in azienda. Anche se mi piace leggerli, non è per un motivo “numerico” che ho adottato la filosofia aziendale che ti ho descritto.

Quello che mi preme non è “ unicamente aumentare il fatturato”, ma fare in modo che l’ambiente di lavoro non sia solo percepito come un luogo in cui stare fino al termine dei propri compiti, per poi scappare via. Che sia un posto in cui stare bene, sentirsi a proprio agio.

Chi lavora in un’azienda vi trascorre la maggior parte del suo tempo, ed è fondamentale che possa vivere in spazi puliti e accoglienti, che possa anche avere momenti della giornata dove divertirsi e svagarsi.

Basta questo a evitare che un dipendente vada via? Non credo. Ci sono persone che hanno lasciato Insem, per luoghi dove non c’è questa attenzione al loro benessere. La felicità in azienda, infatti, è fatta di tante cose, l’ambiente di sicuro è una di quelle che assume un rilievo strategico, ma non l’unico fattore.

5 regole per un ambiente di lavoro felice

Di certo, non basta creare ambiente di lavoro favorevole per avere dipendenti felici. Come non è sufficiente offrire loro orari flessibili, obiettivi, benefit e formazione. Se questi sono sicuramente degli acceleratori che aiutano i dipendenti a sentirsi più apprezzati, ogni forma di cambiamento appartiene alla responsabilità personale, alla quale l’imprenditore può contribuire solo in minima parte.

Lo spiega bene Alexander Kjerulf che con la sua organizzazione supporta le aziende che vogliono garantire  benessere ai propri dipendenti. Kjerulf è autore di un manifesto davvero utile che ti invito a leggere.

In questo manifesto elenca 25 regole da seguire per essere felici sul luogo di lavoro. Ecco cinque che vanno recitate come un mantra:

  1.   La felicità sul lavoro è una mia responsabilità. Devi occupartene anche tu e non puoi delegarla agli altri, che siano un capo o un manager.
  2.   Se sono felice sul lavoro, lo sono anche nella vita. Una cattiva giornata di lavoro non la scrolli di dosso così facilmente e finisce per condizionare la tua vita privata.
  3.   Felicità non significa eliminare il negativo. Lo stress e le situazioni di conflitto sono presenti in ogni lavoro. Se aspetti di eliminarle del tutto, non sarai mai felice.
  4.   Dai tu per primo agli altri. Sei tu il buon esempio per gli altri, comportati bene con loro, ascoltali, apprezzarli e ne trarrai beneficio.
  5.   Se fai felici gli altri lo sarai tu. La felicità è contagiosa. Lavora per rendere felici gli altri e lo sarai a tua volta.

 





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