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6 lezioni che Jony Ive (ex Apple) ci ha lasciato sul design di un prodotto

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Jonathan Ive è il leggendario designer di Apple che da qualche settimana ha lasciato l’azienda per crearne una propria. Per Apple cambierà poco: sarà infatti il primo cliente di Jony Ive che continuerà quindi a mettere il proprio marchio di fabbrica sulla Mela.

La storia di Jony Ive è incredibile. Quando Jobs torna in Apple, nel 1997, cerca un designer in grado di dare nuovo vigore all’immagine dell’azienda. Poiché in quel momento Apple è focalizzata quasi esclusivamente sulla vendita di computer, ci si aspetta che Jobs trovi la persona giusta tra i designer esperti di computer design. E invece fa una scelta completamente diversa.

Continua a leggere quest’articolo per scoprire la scelta controcorrente di Jobs e sei consigli di Jony Ive su come realizzare il design di un prodotto.

Design per interni

Come ti raccontavo Jobs fa una scelta del tutto controcorrente. Ive infatti all’epoca lavora presso un’azienda di design a Londra, di nome Tangerine, specializzata nel design di prodotti domestici (tra i suoi clienti, Ideal Standard, un grosso player tuttora nell’industria dell’arredo bagno). La scelta di Jobs di assumerlo come “senior vice president of industrial design” sembra del tutto irrazionale. Invece, mostra tutta la capacità di Jobs di leggere il futuro.

I computer allora sono perlopiù pensati per gli uffici, ma l’avvento della Rete li sta trasformando in oggetti che troveranno presto posto nelle case di tutti. Pertanto, solo una persona con l’esperienza di Ive può avere l’occhio “allenato”, per trasformare i computer in veri e propri oggetti di arredo, che si sarebbero sposati perfettamente con il design dell’appartamento.

Ive ha poi creato prodotti incredibili, come l’iMac G3, salutato dalla stampa come uno dei personal computer più rivoluzionari mai creati, grazie all’uso della plastica traslucida colorata. 

I 6 consigli di Jony Ive sul prodotto

Nelle sue interviste, Jony Ive ha parlato spesso di quello che ha imparato sul design di un prodotto nei suoi tanti anni di carriera. Ho raccolto alcuni dei suoi consigli: ti riporto una sintesi di quelli che ho trovato più interessanti.

Indaga il contesto e abbandona i trend

Ive spiega che, nel creare un prodotto di design, la prima regola è tenere bene in mente il contesto nel quale sarà usato. Dall’esplorazione del contesto, emergono poi tutti gli ostacoli all’utilizzo e le prime soluzioni per aggirarli. 

Per pescare la soluzione più innovativa Ive suggerisce due veri e propri mantra:

  • Non lasciarsi guidare dalla paura di sbagliare – un’attitudine senza la quale non esisterebbe nessuna innovazione.
  • Trascorrere meno tempo a pensare ai trend di mercato e più tempo a ragionare al futuro.

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Realizza un prototipo subito

In un’altra intervista, Ive spiega che è stato detto fin troppo sul processo di design di Apple. La verità, secondo lui, è molto più semplice di come viene raccontata: “Facciamo dei progetti e li prototipiamo subito”, per “separare in modo rapido, le buone idee da quelle cattive”:

«Le idee astratte sono buone, ma gli oggetti concreti sono ancora meglio. Realizza il prototipo al più presto possibile, ti servirà per avere una comprensione migliore dell’oggetto e a ottenere feedback più utili», spiega Ive.

L’approccio “what if”

Ive distingue due approcci al design di un prodotto. Il primo, quello semplice, è l’approccio che individua il problema e lavora su una soluzione. E poi c’è l’approccio “what if” del designer che si chiede come sarà usato quell’oggetto in futuro, come potrebbe cambiare. 

Il “what if” ha chiaramente dei costi molto più alti e richiede più tempo, ricerca e analisi. Ma è l’unico modo, secondo Ive, per rivoluzionare o sostituire un’intera categoria di dispositivi, con qualcosa di unico.

Il vero senso della semplicità

Cosa significa un design semplice? Ecco la risposta di Ive a questa domanda:

«Il migliore design è quello che non si fa notare. Funziona al meglio quando aiuta gli utenti a ottenere quello di cui hanno bisogno, senza mettergli i bastoni tra le ruote. Un buon design è quello che scompare sullo sfondo e assolve all’unica funzione di rendere le cose semplici per le persone»

La cura del dettaglio

Come ultimo consiglio per realizzare il design di un prodotto, Ive parla della cura del dettaglio che diventa il mezzo per stabilire una connessione emotiva tra chi lo ha prodotto e chi lo usa.

«Le persone sentono quando c’è un buon design, anche se non sanno esprimerlo a parole. Sentono che il designer ha lavorato per curare il singolo dettaglio, anticipando i loro bisogni e facilitando l’uso dell’oggetto. Così intuiscono, a livello conscio o inconscio, che il designer ha dato tutto se stesso per creare il prodotto. E questo sentimento, questa connessione emotiva, rafforza il legame di fedeltà verso il brand».





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