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Andare alla scoperta di nuove start up? Non riesco proprio a farne a meno

Quest’anno mi ero ripromesso di fermarmi e concentrarmi sul mio vivaio di start up, che negli ultimi tempi è letteralmente esploso, lo so.

Ma il richiamo alla parte del mio lavoro che amo di più è sempre troppo forte.

Mi piace andare alla scoperta di nuovi progetti in giro per l’Italia. Conoscere da vicino le start up che cercano un posizionamento sul mercato e capire se e come sposare e sostenere il progetto con un processo di accelerazione.

Al di là delle idee, il valore più importante per me lo hanno i protagonisti delle idee.

Incontrarli, scrutarne bene le potenzialità e i limiti è la fase senza la quale non si può cominciare nulla.

Prima dei numeri, del fatturato, del business ci sono le persone e sono quelle che fanno sempre la differenza.

E così, senza girarci troppo attorno, qualche giorno fa sono caduto di nuovo “in tentazione”.

Qui in Digital mi sono venuti a trovare due ragazzi che di mestiere fanno i controller e che 3 anni fa hanno lanciato una start up che offre un servizio molto utile e che in Italia ancora non esiste.

L’importanza di essere umili

Venerdì scorso qui a Caserta mi hanno raggiunto da Milano due startupper.

Non posso definirli ancora imprenditori perché devono acquisire le capacità per portare avanti un’azienda, ma posso senz’altro dire che il loro merito è proprio il fatto di averlo capito.

L’umiltà, appunto, di essere consapevoli che per realizzare il proprio progetto è necessario farsi guidare.

L’umiltà è spesso sinonimo di grande intelligenza e loro infatti mi sono sembrate persone in gamba e intelligenti. Hanno capito dove trovare il business con la loro idea ma non sanno come farlo.

Hanno lavorato tanto e studiato un progetto ampio e complesso. E forse è stata proprio questa complessità il loro limite.

Grande entusiasmo nonostante le avversità

Un altro aspetto che mi ha colpito di questa storia è il grande entusiasmo che mi hanno comunicato le persone che ho incontrato. Nonostante siano trascorsi 3 anni dal lancio della loro start up e nonostante le avversità siano state importanti.

Questa è una cosa che non capita spesso.

Difficilmente dopo tre anni in cui non si vede una svolta alla propria azienda, si resta così attaccati al progetto. È un punto a loro favore perché l’idea è valida e hanno compreso che andava cambiata l’organizzazione e la gestione del business e non abbandonata l’impresa.

Anche la piattaforma che hanno studiato è bellissima e articolata, ma non hanno incontrato i professionisti giusti.

È un aspetto che mi fa sempre molto rammaricare.

Troppo spesso ci sono agenzie di sviluppo poco serie che non portano fino in fondo il proprio lavoro, non capendo che dietro quei progetti ci sono soldi, sacrifici, sogni, tempo, fatica.

Un capitale di partenza importante

Un altro punto a favore dei protagonisti di questa start up e l’aver destinato un investimento iniziale importante alla loro idea: 70mila euro.

Anche questa è una cosa che non si vede molto spesso, soprattutto se si considera che sono soldi provenienti dalle loro tasche e da quelle di amici che hanno creduto in loro.

Alcune dinamiche non sono state gestite nel modo giusto, ma capita ad imprenditori navigati figuriamoci a chi è a una prima esperienza.

Un limite da superare

Una storia bella, di coraggio, determinazione ma con qualche limite ovviamente.

I founder al momento lavorano entrambe e non possono dedicarsi al 100% alla start up.

Ma qualora vedessero una occasione o una possibilità concreta e seria per lasciare quello che hanno di sicuro per lanciarsi in questa avventura lo farebbero senza pensarci due volte.

Veramente molto carichi sul progetto, per nulla demoralizzati, e con intenzioni serie se sono venuti fin qui da Milano per presentarmi il loro progetto.

Non posso raccontare di più, ma volevo anticiparvi una bella storia delle tante che vivo e che vedo quando faccio scouting di idee e aziende.

Mi metterò a lavoro per ragionare meglio sul business in questione e sulla scalabilità sul mercato.





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