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5 cose che non possono mancare se avvii una startup

avviare una startup

«L’unico modo per iniziare è smettere di parlare e iniziare a fare», è una frase di Walt Disney che mi piace particolarmente.

Malgrado ciò, fare “cose” non ha sempre senso se non hai davanti il quadro generale di come intendi procedere e perché lo stai facendo.

Uno startupper che avvia un business deve avere tre cose chiare in mente: il “cosa”, il “come” e il “perché”.

Il cosa è il core business della sua azienda. Di core business ho parlato in questo articolo che puoi leggere qui.

Il “come” si declina in tanti modi diversi. Come formare il team migliore, per esempio. Oppure come vendere la soluzione e raggiungere il proprio target.

E poi c’è il perché, che è l’aspetto più complesso da individuare: la mission della tua startup, perché proprio questa idea e non un’altra, qual è la value proposition ecc.

Una volta individuati questi aspetti, ci sono poi una serie di step da compiere. “Passi” che per ogni startup possono essere diversi. Credo però che i passaggi di cui ti parlo oggi siano validi per tutti. Eccoli.

1. Identifica problema, soluzione e timing

Recentemente ho trovato online un discorso molto motivante e utile di Kevin Systrom, il cofounder di Instagram. Puoi vederlo qui. Di cosa parla? Systrom racconta perché Instagram è diventato un successo, quali problemi ha saputo individuare e poi risolvere:

«Prima di Instagram catturare belle immagini era difficile. I progressi della videocamera dell’iPhone e l’invenzione dei filtri hanno risolto questo problema. Prima di Instagram caricare foto era complesso. I progressi del mobile e la procedura semplice di caricamento di Instagram hanno risolto questo problema. Prima di Instagram la condivisione delle immagini non era immediata. Integrando le funzionalità di Tumblr, Facebook, Foursquare e Twitter in un’unica piattaforma, abbiamo risolto questo problema », racconta Systrom.

Kevin Systrom Instagram

Il suo racconto è utile per due motivi. Intanto, ti fa capire come una startup di successo parte dall’individuazione di un problema. E poi ti spiega perché il timing è fondamentale: Instagram ha goduto degli sviluppi e i miglioramenti del mobile e ha rubato feature da altri social esistenti per creare qualcosa di diverso.

2. Costruisci un brand

Quando si tratta di costruire l’identità di una startup, creare un logo è solo la punta dell’iceberg. Il brand non è solo il nome che dai alla tua attività. È l’insieme di significati, valori, simboli che attribuisci a essa e rappresenta la promessa di valore che fai ai tuoi clienti.

Come fare a costruire una tua immagine?

Qui ti racconto tre step da cui puoi partire per riuscirci.

3. Crea un blog

Forse pensi che creare un blog è una perdita di tempo. E invece non lo è. Un blog ti aiuta a farti conoscere dai tuoi potenziali clienti, rendendoli partecipi della tua storia. Un blog efficace offre diverse informazioni: dai post sugli avanzamenti del progetto, a immagini, video, presentazioni e altri contenuti che aiutano gli utenti a capire il tuo “cosa, come e perché”.

Un blog serve a una startup, come a realtà più mature che stanno sul mercato da anni. In Insem abbiamo lanciato un blog focalizzato sul web marketing che ci sta aiutando sia per posizionare il sito, che per aumentare la nostra visibilità online.

4. Il tuo pubblico non è statico

L’errore più grande che puoi fare? Pensare di aver determinato il tuo pubblico, una volta e per sempre. Individuare il target di riferimento è un lavoro complesso e continuativo, qui ti offro tre consigli per farlo.

Per eseguire bene questo lavoro dovrai monitorare costantemente il tuo pubblico, come si comporta, come reagisce ai tuoi messaggi e anche le sue evoluzioni. Per questo i software di business intelligence per l’analisi dei dati diventano uno strumento di cui non puoi fare a meno.

5. Realizza una roadmap per il tuo servizio/prodotto

Le cose sembrano sempre molto belle nella tua testa. Lo sono meno quando le metti nero su bianco. Per questo, creare una tua roadmap (per farlo basta un doc excel su Google Drive) è un passo per studiare bene il tuo prodotto/servizio da ogni lato e capire qual è la sua naturale evoluzione, o quali sono le potenziali involuzioni.

Una buona roadmap include i modelli (il servizio o i servizi che vuoi lanciare), i tempi di rilascio, la descrizione delle caratteristiche che intendi sviluppare e i problemi che andrai a risolvere.

E poi via via inserirai i risultati e le metriche per ognuna delle azioni che hai realizzato, così da capire se la direzione che hai seguito è quella giusta o invece devi cambiare strada.

Per una migliore definizione delle metriche c’è questo articolo che può aiutarti.

Vuoi saperne di più su come sviluppare il tuo prodotto? Contatta i consulenti di Elteide che sapranno aiutarti nel realizzare la roadmap più efficace per la tua startup.

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