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Come si cresce in un’azienda? Ho un esempio per voi

Già in altre occasioni ho utilizzato il mio Blog non solo per dare suggerimenti, idee o pareri sul mondo e le dinamiche digital, ma anche per raccontarvi chi mi affianca in questo viaggio imprenditoriale che dura da più di vent’ anni.

Cosa sarei se non ci fossero altre persone a costruire con me tutto questo? Assolutamente nulla.

Qualche tempo fa ho scritto di mio fratello Tommaso, del suo ruolo all’interno del Distretto e su come spesso sia complesso gestire e intrecciare rapporti familiari e professionali.

Ogni esperto all’interno delle mie aziende ha un significato, un peso, un motivo di esistere che va al di là delle competenze che mette a disposizione del progetto.

E ogni scelta che ho riconfermato nel tempo, nasconde un insegnamento per me e per chi fa questo mestiere.

Scelte fuori dagli schemi 

Oggi mi va di parlare del collaboratore che considero in assoluto quello più fuori dagli schemi, sopra le righe, oltre ogni percorso già battuto.

Fa parte della nostra famiglia Insem dal 2016 e, come vi anticipavo, la sua storia e il suo modo di lavorare insegnano tante cose. Soprattutto a chi sceglie di proporsi per un’azienda e di restarci con un obiettivo di crescita.

Per chi ci conosce e per chi lavora con me sa che dietro l’espressione “fuori dagli schemi” ci può essere solo e soltanto un nome: Germano Milite.

Qualunque cosa fatta insieme a lui spezza gli equilibri, la calma piatta, il rigore e i binari su cui si procede.

Dal primo colloquio e dal primo nostro incontro, si è mostrato e presentato per quello che è: un professionista diverso, che poteva dare qualcosa di diverso al contesto aziendale.

Sei anni fa Germano ha deciso di rispondere ad alcuni annunci di lavoro che proponevamo e anche questo lo ha fatto a modo suo.

Mi scrisse in modo diretto una mail che senza dubbio destò in me subito delle curiosità.

Nonostante resti sempre lucido, distaccato e “freddo” durante i primi colloqui, non riuscii a fare a meno di notare quanta voglia avesse di condividere idee e progetti ancora prima di far parte di questa squadra.

Un atteggiamento che mi sorprese proprio perché ci colsi un sincero entusiasmo e nessuna intenzione di fare colpo. E, infatti, non mi sbagliavo.

La persona giusta al momento giusto

Quello che a volte accade nella vita privata, succede anche in quella lavorativa.

Si può aver bisogno di una ventata di novità, di cambiamento. Ma anche di energia nuova e diverse prospettive dalle quali guardare il futuro aziendale.

Senza saperlo avevamo bisogno di tutto questo proprio quando ho incrociato Germano.

Erano due le strade che mi si prefiguravano scegliendo una persona particolare e insolita come lui, o avrei preso una cantonata oppure avrei fatto centro.

Ho intravisto subito in lui la potenzialità delle sue idee, il coraggio del cambiamento e del mettersi in gioco e un modo sincero e spontaneo di proporle.

Portare in azienda un collaboratore che spezza gli equilibri

Il primo scoglio da superare portando nel team una persona come Germano è stato farlo accettare.

L’azienda è come una comunità, con le sue regole e le sue dinamiche, chi arriva all’improvviso e le vuole cambiare non è quasi mai ben accetto.

Nelle prime fasi, infatti, non è stato molto ben visto.

Ma questa è stata la sua prima grande dote.

Sapersi far riconoscere come la persona onesta e trasparente quale è veramente.

Un collega che non fa dietrologie o che agisce con malizia e scopi personali, ma che è lì su quella sedia per dare il massimo contributo al progetto. Non fa nulla che possa tornare a suo vantaggio, ma segue il bene dell’azienda e ben presto tutti se ne sono resi conto.

Germano ha saputo farsi apprezzare e ha così iniziato a spiccare il suo volo qui da noi.

Come si può crescere in un’azienda 

Al di là dell’aspetto puramente caratteriale di Germano, c’è poi quello ben più importante rappresentato dalle sue capacità e conoscenze.

La sua grande esperienza nel settore digital, in strategie di comunicazione e linguaggi social gli hanno consentito la sua veloce crescita.

È riuscito a dimostrare e a fare quello che realmente poteva dare in più ad Insem e all’intero distretto.

Il suo ruolo si è così evoluto nel tempo perché ha dato all’azienda tutto quello che noi amiamo e apprezziamo. Avere a bordo qualcuno che si spende in questo modo, merita riconoscenza e crescita di responsabilità.

Negli ultimi due anni, la fase in cui Digital District è cresciuto di più, abbiamo scelto di legittimarlo con incarichi di prestigio ma soprattutto operativi.

Germano Milite è oggi al mio fianco come CEO in Insem, con delega su “Comunicazione, brand journalism e coordinamento area tecnica”. Questo incarico in particolare gli ha dato la possibilità di crescere tanto all’interno di Insem e di farla crescere.  È anche legale rappresentante di Nextus e Blasterzone.

Un esempio per altri professionisti 

Di Germano mi piace raccontare la storia anche per delineare quello che a mio avviso può essere un percorso da seguire per chi vuole fare una scalata in un contesto aziendale.

Spendersi tanto, andare oltre il proprio specifico lavoro e portare idee, confronto, entusiasmo e perché no anche sovvertimento delle regole e degli obiettivi.

Se si vuole avanzare, si deve sposare il progetto e non puntare ad accumulare un po’ di esperienza per poi rivendersi da un’altra parte per qualche migliaia di euro in più.

Un’azienda seria scommette sempre in risorse come queste. Se le tiene strette perché sa che un’impresa cresce insieme al valore dei propri collaboratori.

Quello che ha fatto Germano in Insem è stato questo. Dedicarsi, andare sempre oltre per poi essere ripagato.

Lui che più di tutti poteva guardare a mille altre opportunità anche in contesti più prestigiosi e importanti di noi. La sua scelta di non diventare mai dipendente ma restare un libero professionista sempre pronto alla sfida e senza puntare alla sicurezza.

Mai come adesso, può essere un esempio per tante persone, un modo nuovo di guardare al proprio lavoro come un mestiere e mai come un posto fisso sul quale adagiarsi.

Grazie a Germano per avermi fatto guardare “oltre” e per avermi dato ragione che sceglierlo non era una cantonata ma un gran bel colpo!





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