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Come trovare investitori in una campagna di equity crowdfunding

Laila equity crowdfunding

Premessa: quella di Laila, il chatbot dal cuore umano che ha raggiunto l’overfunding su 200crowd, è stata la mia prima campagna di equity crowdfunding. Buona la prima, come direbbe un regista.

In questo post non voglio insegnarti nulla, ma ti racconto quella che è stata la mia esperienza e come, partendo da poche conoscenze del settore, sono riuscito insieme al mio team a superare i 90mila euro di raccolta.

Il vero crowdfunding iniziato al 50% dall’obiettivo

Quando inizi una campagna di equity le prime persone a cui ti rivolgi sono quelle che già ti conoscono, ed è più che naturale che sia così. Le prime telefonate che ho fatto sono state a imprenditori conoscenti e amici, molti dei quali hanno detto sì.

Tuttavia, non hanno investito tanto sul progetto, si sono mostrati interessati a quello che stavo per mettere su, ma hanno messo soldi sulla mia persona. Quindi, nella prima fase della raccolta quello che ha funzionato, per davvero, è stata la credibilità che ho maturato negli anni come business angel e imprenditore nel digital.

Il vero crowdfunding è iniziato in una seconda fase, quando avevamo raggiunto già il 48% degli 80.000 euro necessari per l’obiettivo. In questo caso ho dovuto mettere in gioco tutto me stesso. Di fronte non avevo investitori che mi conoscevano, ma solo quelli che avevano letto il progetto sui giornali, sul blog e i social di Laila, o sul sito di 200crowd.

Come ho fatto a convincerli? Semplicemente, raccontando loro cosa avevo in mente. Spiegare bene l’idea, la mission e gli obiettivi, ha convinto molti di loro a investire: ad oggi sono 26 gli investitori che hanno scommesso sul progetto.

Non vendere, ma spiega

È stato più facile convincere imprenditori amici o chi era interessato al progetto? Con grande stupore, è stato più facile convincere la seconda tipologia di investitori.

Con loro, non hai bisogno di mettere in mostra le tue doti di venditore ma essere chiaro e far quadrare i numeri. D’altronde, io per abitudine non ho mai venduto cose, ma ho sempre cercato nella vita di spiegare la bontà dei progetti nei quali sono stato coinvolto negli anni.

Quindi un consiglio che sento di darti va oltre il crowdfunding ed è un approccio corretto agli investitori: non fare mai il venditore, quello che con il sorriso stampato usa paroloni per impressionare.

Datti da fare invece: impara tutti i segreti del tuo progetto e soprattutto impara a raccontarli.

Equity crowdfunding, un lavoraccio, ma vale la pena

Il team di Laila

Mi aspettavo che fosse impegnativo, ma forse meno di quello che è stato. La raccolta in crowdfunding è un’attività costante, che ti impiega per un periodo che può durare anche fino a tre mesi.

Eppure ti offre delle soddisfazioni enormi, raccogliere 100mila euro da persone che credono in te e nella tua idea, senza essere parte integrante del business, ti dà una grande carica e fiducia e mette anche in discussione alcune tue convinzioni.

Come investitore, infatti, ho sempre messo soldi in progetti in cui avevo un ruolo, come consulente o manager. Chissà se un domani, forte di quest’esperienza, investirò anche io in un progetto su una piattaforma di equity.

Strategie per un investimento di successo

Ciò premesso, il crowdfunding non è un’attività individuale. C’è tutto un  team che ti deve supportare, nello sviluppo del progetto, nell’amministrazione dei tanti cavilli burocratici che ti troverai ad affrontare, e soprattutto nella comunicazione.

Devi prevedere un investimento nel marketing secondo le tue possibilità, partecipare ad eventi del tuo settore di interesse, per fare networking, ed essere sempre trasparente nei tuoi investimenti.

Crowdfunding significa soprattutto responsabilità, un impegno con le persone che non devi disattendere.

La campagna di Laila oggi è ancora aperta. Clicca qui per scoprire di più sul progetto.





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