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Donne in Digital District: la vera forza del Distretto

È appena finita un’altra settimana ai limiti del Medioevo sul fronte della discriminazione di genere. Protagonista, in questa occasione, il mondo del calcio per giunta legato ad una manifestazione di beneficenza.

E così, – visto che avevo già in programma di raccontare la mia esperienza in azienda con il team femminile –  mi è sembrato appropriato anticipare il tema.

Se il mondo del calcio è storicamente maschilista e ad appannaggio degli uomini, anche quello Digital non scherza! Soprattutto se facciamo riferimento al nostro Paese.

Quando ho cominciato questa carriera, sempre 20 anni fa (ahimè), mi ricordo un ufficio di soli uomini. Faccio fatica a menzionare anche solo una donna nel mio team.

Anzi, una c’era. Ed era una grafica, neanche digitale.

Premesso che i pregiudizi di ogni forma non hanno mai fatto parte di me, né nella vita privata né in quella professionale.

Ma credo che, a prescindere dalla propria capacità di larghe vedute, è responsabilità di chi fa impresa e guida aziende e persone, di interessarsi alle qualità umane e professionali di un collaboratore e non certo all’appartenenza di genere.

Detto questo, nel mio caso si potrebbe parlare più di una discriminazione al contrario.

Il mio apprezzamento delle qualità e peculiarità femminili è sfacciato e senza se e senza ma.  

Il settore digital popolato soprattutto da uomini

Quando l’era digitale ha fatto capolino sul pianeta, le donne erano quasi completamente assenti.

Io stesso – come dicevo prima – non avevo donne nel mio team.

Le donne non solo non venivano scelte, ma neanche si candidavano.

I profili ricercati erano soprattutto di natura tecnica e in questo – sempre per ragioni culturali e sociali – erano soprattutto gli uomini a poter vantare queste competenze.

I percorsi tecnico scientifici sono sempre stati poco favoriti all’universo femminile, non perché non ne avessero le competenze e le capacità, ma perché non gliene è stata offerta proprio la possibilità (ma questa è un’altra storia che meriterebbe un capitolo a parte).

Nel tempo, però, complice anche il fiorire di nuove mansioni e nuove professionalità più legate al marketing digitale, alla progettazione grafica e ai contenuti, sono cominciate ad aumentare sia le candidature che la presenza di donne.

L’Exploit femminile nel mondo digitale

L’evoluzione di questo settore, ha aperto gli occhi su quanta energia e bravura ci fossimo persi fino a quel momento!

Io stesso, nonostante non avessi mai avuto dubbi sulle capacità femminili, non immaginavo che sarebbero state così determinanti nella crescita del Distretto e nella accelerata e nascita di nuove start up.

Ho intercettato nelle risorse femminili anche una particolare passione e predisposizione proprio per il settore digitale. La loro capacità di mettersi in gioco ha favorito l’evoluzione dei ruoli e incarichi in cui hanno iniziato a misurarsi: da esperte di marketing digitale ad area amministrativa a founder e ceo di start up digitali.

La donna è una vera aziendalista

Uno degli aspetti professionali che preferisco nelle donne è il loro essere aziendaliste. La loro grande capacità di guardare prima l’obiettivo dell’impresa e solo dopo – molto dopo – quello personale.

Cosa che spesso non fanno gli uomini, molto più inclini al tornaconto e alla gratificazione personale che non alla visione aziendale.

Le donne hanno una testardaggine e una concentrazione che, tradotta nei contesti professionali, diventa benzina preziosa per l’azienda.

La loro voglia e caparbietà di ottenere risultati la riscontro e la tocco con mano ogni giorno e mi lascia a volte senza parole.

Anche gli uomini si fanno apprezzare per queste qualità, ma la probabilità con la quale si riscontrano queste caratteristiche in loro è decisamente meno frequente. Le donne invece lavorano quasi tutte secondo logiche di determinazione e raggiungimento degli obiettivi.

In Digital oltre il 70% del team è al femminile

Tutte le cose appena raccontate, mi hanno in modo spontaneo e naturale portato a circondarmi di tantissime donne in azienda. Oggi in Digital District il 70% del personale è composto da donne.

Mi sono reso conto della maggiore efficienza che grazie alla loro presenza riuscivo a garantire in azienda.

Certo sarebbe ipocrita non riconoscere che spesso le donne vivono delle situazioni personali, come la maternità, che possono destabilizzare gli equilibri aziendali.

Ma attenzione ho scritto “possono” non destabilizzano.

Un imprenditore capace, infatti, sa e impara a gestire i cambiamenti. E se la collaboratrice in maternità per lui diventa un problema significa che non è un bravo imprenditore.

Nelle piccole realtà aziendali può senz’altro rappresentare un apparente ostacolo o una criticità. Ma con il tempo anche io ho imparato a gestire in modo morbido e a volte anche produttivo queste circostanze.

Perdere o sostituire più o meno all’improvviso una risorsa non è sempre un affare semplice.

In Digital racconto sempre che nel 2017 abbiamo dovuto gestire in contemporanea 7 gravidanze e anche in questo periodo abbiamo 3 persone in maternità.

Ma ormai in quasi tutte le aree abbiamo più persone che ricoprono la stessa attività e che possono essere intercambiabili.

Aggiungo che, nel nostro caso, la maternità è diventata spesso occasione di crescita professionale e di scoperta di nuove risorse valide da accogliere.

Ci è capitato ultimamente che una donna in maternità è stata sostituita da una collega che si è dimostrata brava e affidabile.

La mia scelta è stata di tenerle entrambe. La neo mamma, la nostra Serena, ha avuto una promozione come front office manager perché da tanti anni riferimento assoluto dell’area Front e Federica ha conservato il suo ruolo, perché durante la sostituzione maternità ha dimostrato di essere più che all’altezza dell’incarico.

Cosa rispondo a chi dice che le donne hanno dei limiti

Le donne non hanno limiti. I limiti appartengono a quelle aziende e a quegli imprenditori che non le vogliono assumere o che le sfruttano. I limiti stanno negli altri, non nelle donne.

I limiti sono in tutti quei manager, imprenditori o head hunter che non sanno cogliere il grande valore femminile. Le donne riconoscono le sfumature delle cose, nei contesti professionali sanno comprendere gli altri, sanno comunicare i propri pensieri in modo efficace.

Le donne – soprattutto quando ricoprono ruoli di potere – dimostrano spesso di avere una preparazione superiore alla media e un’attitudine ad acquisire nuove competenze che supera di gran lunga quella di molti uomini.

Le donne sono la vera forza delle aziende, hanno capacità di dialogo più spiccate che permettono di dirimere i conflitti e favorire la cooperazione.

Proprio quello che qualcuno definisce un limite, nasconde la loro più grande potenza: il dover far convivere le responsabilità della vita lavorativa e di quella privata le rendono flessibili, concentrate, abili nel gestire lo stress, le emozioni e perfino gli aspetti logistici.

Le donne sono dei “plus” per le aziende e mi dispiace per chi ancora non se ne sia reso conto perché viaggerà molto più lentamente. E soprattutto nel settore digitale, non ve lo potete permettere.





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