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Gestione aziendale: come restare zen durante una crisi

«Calmati, non puoi prevedere il futuro», è questa la frase che dico a me stesso quando sto per fare scelte decisive per le mie aziende.

In fondo,  l’ansia che vive un imprenditore quando sta per decidere nasce perché vuole assicurarsi che la sua scelta abbia un influsso positivo sul futuro. Peccato, che non possa stabilirlo mai a priori, a meno che non abbia qualche dono magico, nel vedere cose prima che accadano e io a volte ce l’ho… scherzo.

Allora come fare per scegliere in modo efficace? Ecco qualche consiglio che nasce dalla mia esperienza diretta di gestione aziendale e da una crisi che ho dovuto affrontare cercando di mantenere i nervi saldi.

Come fare una scelta (specie in una situazione di crisi)

Nella tua carriera da imprenditore durante la gestione aziendale attraverserai tutta una serie di criticità, dalla liquidità, ai tagli dei dipendenti, a una crisi di idee o commerciale. In tutti questi momenti sarai chiamato a fare delle scelte decisive, dalle quali dipende il futuro della tua azienda.

Nel 2012 in Insem, abbiamo attraversato una crisi di liquidità che avrebbe messo KO  molti. Per una serie di contingenze particolari nonostante la nostra azienda andasse alla grande sotto l’aspetto economico abbiamo avuto una forte crisi di liquidità, servivano 400mila euro per risollevare l’azienda, altrimenti avremmo rischiato il default.

Ora, come si reagisce a una situazione del genere? Insomma, c’è chi cerca ansioso una soluzione, chi si mette a lavorare ancora più duramente, chi invece prova a placarsi e a cercare una soluzione.

Qui come vedi c’è già una prima scelta da fare, quella di come relazionarsi alla crisi. In quell’occasione, ho scoperto la mia natura Zen, sembra paradossale ma è così.

La seconda cosa da decidere era se informare i dipendenti della situazione. Ho scelto di non farlo, finché il management era capace di gestire da solo le cose.

A differenza di alcuni, non credo che in una situazione di crisi, l’azienda si compatti.

Come si sfasciano le famiglie di fronte a delle crisi, così succede con le aziende. Quindi nel caso specifico ho deciso che non era il caso di aumentare lo stress dei dipendenti, comunicando un problema di quelle dimensioni almeno non a tutti.

La terza scelta che ho dovuto poi fare era se credere o meno in una soluzione, ricercarla e affidarmi completamente ad essa. Per natura sono un ottimista e vivo nella convinzione che “c’è  sempre dietro l’angolo qualcosa di positivo” e in genere questa è l’attitudine che dovrebbe caratterizzare ogni imprenditore.

Come è finita la storia?

La soluzione era avere una ricapitalizzazione veloce dell’azienda. Era già da tempo che mio fratello Tommaso che segua gli aspetti finanziari era in trattativa con un fondo di investimento ed eravamo a un passo dal chiudere un accordo. Il caso ha voluto che il “sì” del fondo maturasse proprio in quei giorni. Intanto lavoravamo tutti per accelerare la chiusura dell’accordo che poi ha permesso all’azienda di ripartire.

Caso, fortuna, strategia, scaltrezza ? Forse un pò tutti questi elementi. Eppure se non avessimo lavorato negli anni passati per trovare nuovi investitori, non avremmo avuto nessuna carta da giocare nel momento decisivo. La scelta che fai oggi è sempre il risultato del duro lavoro che hai fatto in passato.

Gestione aziendale: 3 cose che fanno una buona scelta

Questa è solo una storia che poteva avere un cattivo esito o un happy ending. Per fortuna, ne siamo usciti più che bene. Tuttavia, come ti dicevo all’inizio del post, non puoi prevedere il futuro di una scelta:  “E se il fondo avesse detto di no? Cosa avrei fatto?”. Beh sarei comunque qui a raccontarvi un’ altra storia e un’ altra soluzione.

Pertanto, più che il risultato di una decisione, quello che penso conti è il processo mentale che porta a compierla. La domanda che devi farti, non è unicamente a che risultati può portare una scelta, ma se contiene tutta una serie di elementi. Una buona decisione è quella che:

    1. Considera tutti i fattori rilevanti – di solito devono essere metriche
    2.  È coerente con chi sei e con la tua filosofia
    3.  Può essere spiegata in modo chiaro ai tuoi soci/dipendenti.

Se avrai valutato tutti questi elementi, non potrai avere rimpianti. E anche una scelta sbagliata, potrà rivelarsi un momento fondamentale nella tua formazione.





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