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I Virtual Influencer arrivano anche in Italia. Fascino o inquietudine?

Anche se con un paio di settimane di ritardo, ecco che arriva il primo articolo 2022 del mio Blog.

Ho pensato e ripensato a come inaugurarlo. Poi mi sono detto che – per un nuovo anno che comincia – le parole futuro e novità dovevano essere le protagoniste assolute

Oggi voglio farmi con voi una chiacchierata sul mondo virtuale in 3D.

Un’analisi che scoprirete, passaggio dopo passaggio, avere tratti di grande fascino, incredulità e un pizzico di inquietudine. Il mondo sta andando, sul piano tecnologico, più in fretta di quanto noi stessi potessimo credere fino ad un decennio fa.

Ma tutto questo, come potete immaginare, sta generando un’adrenalina ed un entusiasmo tra gli addetti ai lavori di non poco conto.

Vivere in un mondo virtuale in 3D

La dimensione virtuale sembra ancora lontana dalla nostra quotidianità, ma invece è già pronta, è dietro l’angolo e ci sta aspettando.

Per immaginare il futuro ci basta guardare quello che accade in Asia. È solo un ricordo lontano quel tempo in cui era considerata la parte del mondo che “copiava” l’Occidente.

Ora è lì che scorgiamo le rivoluzioni e i cambiamenti che ci attendono. Soprattutto in ambito digitale e tecnologico.

Di metaverso ne abbiamo già parlato. Un accenno qualche mese fa quando Facebook annunciò il cambio di nome. Nulla di clamoroso se si pensa che in Oriente è un concetto assai diffuso, in particolare in Cina dove si stanno sviluppando i pilastri della prossima “big thing” tech, un mondo virtuale in 3D condiviso e nel quale gli utenti interagiscono attraverso degli avatar.

Di questa nuova dimensione in cui molto presto saremo calati quando lavoreremo, acquisteremo, faremo sport ma anche quando vorremmo prendere un caffè seduti ad un tavolino con un amico che vive a migliaia di chilometri di distanza da noi, mi incuriosisce soprattutto la rivoluzione legata al marketing, alla comunicazione digitale e al mondo degli influencer.

Avrete sicuramente sentito già parlare dei Virtual influencer.

In Cina sono sempre più diffusi e negli ultimi mesi stanno cominciando a registrare numeri importanti. E come fornitore di servizi di telecomunicazione in molti paesi, la Cina ha il potenziale per porsi alla guida delle applicazioni globali del metaverso.

Quindi è sempre il momento giusto per stare in guardia ed essere pronti al cambiamento.

I virtual infliuncer sono immagini generate al computer che diventano personaggi di rilievo, seguitissimi sui social, che lanciano mode, tendenze e che pubblicano post e storie quotidiane.

Si tratta di profili social di personaggi dichiaratamente non reali, che simulano un’esistenza e pubblicano foto e contenuti come un qualsiasi influencer umano. Dietro c’è il lavoro di grafici e di esperti in strategie di web marketing.

Quanto è sottile il filo tra l’inquietante e l’affascinante?

Un dubbio che non scalfisce minimamente il mondo del business che, invece, ha intercettato subito in questa rivoluzione una grande opportunità.

Secondo gli ultimi dati, il mercato dei virtual influencer potrebbe raggiungere i 13,8 miliardi di dollari nel 2021. Con prospettive di ulteriore crescita.

Per le aziende, soprattutto di moda e cosmetica, sono anche convenienti: hanno la possibilità di farli lavorare 24 ore su 24 in ambito promozionale, non sono soggetti a scandali a cali di popolarità. Sono macchine perfette per fare soldi e insieme veicolo di valori inclusivi.

Se vi è capitato di vederne qualcuno, sembrano persone reali. Io a volte ho faticato a fare la differenza con un essere umano.

E invece sono avatar creati grazie alle tecnologie GCI (immagini generate a computer) e si comportano come veri e propri influencer, in tutti i minimi dettagli, con una personalità precisa, hobby, gusti, e collaborano con brand di lusso, sponsorizzano prodotti e indossano abiti firmati.

Dietro questi avatar con i quali interagiamo si nascondono persone reali che collaborano con agenzie, creator e brand, e la remunerazione che ne deriva è destinata proprio a coloro che sono dietro le quinte.

Il target di riferimento è la generazione Z

Il mondo della moda e del business in generale, già pensa alle future generazioni. Quelle che sono nate e stanno crescendo nel pieno della rivoluzione tecnologica e che del passato e delle sue logiche commerciali quasi non ne conosce o non ne ricordano più le dinamiche.

Parliamo di una generazione che ha già grande familiarità con il mondo dei video games e con personaggi realizzati al computer che spesso diventano riferimenti, miti, passioni.

Occhio quindi agli influencer virtuali che stanno conquistando la rete e sempre più brand vanno a caccia della loro collaborazione.

Quelli che vinceranno sul mercato saranno i creator più bravi a idearne i tratti, le caratteristiche, gli atteggiamenti e soprattutto brilleranno quelli che saranno abili nel gestirne la comunicazione sui social network.

Per quanto tutto questo sembri pazzesco, dietro questo mondo c’è in contrapposizione un universo di grande umanità e creatività, fantasia, studio di dinamiche sociali, preferenze, capacità di guardare avanti e anticipare quello che potrà conquistare le nuove generazioni.

Spesso sono gli stessi brand che nel creare un volto virtuale danno delle indicazioni precise che sposino i valori e le caratteristiche dell’azienda.

Anche in Italia l’esperimento è cominciato.

Realizzato in computer grafica 3D, tre ragazzi torinesi hanno lanciato un influencer avatar (il primo in Italia) per dare voce alla diversità e al concetto di imperfezione su Instagram. Si chiama Nefele, come la ninfa mitologica che secondo il mito greco Zeus avrebbe creato partendo da una nuvola.

Non molto tempo fa tutto questo sembrava fantascienza.

È invece è un fenomeno attuale.

Cosa e come la penso? Sembra banale ma il concetto è sempre lo stesso.

La rivoluzione digitale non può essere più fermata. E tutto questo mi entusiasma e mi affascina.

Resta un solo limite oltre il quale non andare mai oltre.

Di fronte a tutto questo dobbiamo sempre restare umani e fare un uso intelligente della tecnologia sfruttandone al massimo tutte le opportunità che ci offre senza esserne sopraffatti.





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