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Come dare identità al tuo brand in 3 step

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Quando si tratta di costruire l’identità di un’azienda creare un logo è solo la punta dell’iceberg. Il brand non è solo il nome che dai alla tua attività. È l’insieme di significati, valori, simboli che attribuisci a essa e rappresenta la promessa di valore che fai ai tuoi clienti.

Prima di pensare quindi a un nome, al logo, ai colori da usare, al copy – tutte cose essenziali, ma successive – devi interrogarti su chi sei, qual è la tua mission, perché sei differente. E una volta fatto questo, il lavoro non è finito.

Vivo di imprenditoria da quasi venti anni, oggi la mia azienda Insem è sul mercato da quasi 9. Vedo ogni giorno nuove aziende nascere crescere. Posso assicurarti che la brand identity non si costruisce dall’oggi al domani, né può essere mai considerata definitiva.

Occorre dunque che tu capisca innanzitutto quali sono le ragioni profonde che ti muovono. “Far soldi” è solo una conseguenza di un processo che si fonda su altri valori. Perché hai deciso di creare un’azienda? Perché proprio in quel settore? Perché proprio quel prodotto/servizio? Ricordando la tua storia, rendendo chiaro a te stesso la tua mission, potrai capire anche i tuoi valori.

Leggi anche: Brand: i segreti per creare valore (e gli errori da evitare)

Devi poi capire che il primo passo per costruire un’identità di marca solida è trasmetterla ai “tuoi”. L’identità di un’azienda deve – ripeto, deve – essere comunicata a tutti i suoi membri. Dall’ultimo stagista, fino al CEO. È inutile spendere decine di migliaia di euro per comunicare all’esterno la propria identità, se questa non è chiara a tutti i tuoi dipendenti.

Innanzitutto attraverso l’esempio. E poi creando relazioni autentiche e trasparenti con ciascun membro del tuo team.

Ecco tre step che puoi utilizzare per rinforzare la tua brand identity all’interno dell’azienda e quindi anche all’esterno.

Non stancarti di affermare continuamente i tuoi valori

Non è solo il reparto marketing a doversi occupare dell’identità del tuo brand.

Ogni occasione è buona per comunicare ai tuoi consumatori la tua mission. Ogni dettaglio in un negozio, sul tuo sito web, deve trasmettere i tuoi valori.

Ogni strategia implementata deve riflettere la tua identità più profonda. Non deve solo essere un viatico per far soldi. Devi chiederti: questo nuovo prodotto che voglio lanciare è in linea con quanto si aspettano da me i miei consumatori?

Facciamo un esempio dalla vita reale per capirci. Nel 2016, una falla nella sicurezza di Uber ha portato al “furto” dei dati personali di circa 20 milioni di utenti. Pur consapevole della falla, l’azienda ha taciuto, non informando correttamente il pubblico.

Una volta emerso lo scandalo, il management non ha fatto nulla per recuperare la fiducia dei propri consumatori. Questo cosa ci dice? Trasmette l’idea di un’azienda che tiene poco ai propri clienti, visti solo come una fonte di introiti.

Ogni tua nuova strategia aziendale dovrebbe partire allora dalla domanda: come si sentiranno i nostri clienti se la implementiamo? Prova a metterti nei loro panni.

Soprattutto, aiuta i tuoi dipendenti a fare lo stesso.

Trasmetti linee guida chiare

Spesso non è l’imprenditore il contatto diretto con i clienti, ma le persone che lavorano al front-end. Trasmetti loro chiaramente i tuoi valori, in modo che possano comunicarli efficacemente ai clienti, in ogni cosa che fanno.

Chi ha una piccola azienda riesce a comunicare più semplicemente i propri valori a tutti i dipendenti. Quando le dimensioni crescono diventa un po’ più impegnativo, ma di certo non impossibile.

È necessario creare delle linee guide sulla tua brand identity. Ed è necessario che tutti comprendano quanto siano importanti. Devono capire qual è il tono di voce della tua azienda (per approfondire questo tema, leggi: 4 step per trovare il tone of voice del tuo brand). Devono essere messi al corrente del significato dietro tutti gli elementi visivi presenti nel tuo brand. Devono capire com’è nato e quali valori sottende il payoff del tuo logo.

Prendi per esempio Airbnb. La sua mission è identificata chiaramente dal suo payoff, appena due parole: Belong anywhere. L’espressione non è traducibile direttamente, ma letteralmente significa “appartenere ovunque”. L’idea è quindi non solo di fornire una sistemazione per la notte, ma di offrire un senso di comunità, di appartenenza, di “casa”, ai propri ospiti.

Tutto il materiale di comunicazione, tutti gli host, i partner di Airbnb hanno chiaro in mente cosa questo messaggio vuole trasmettere. E agiscono di conseguenza, a tutti i livelli.

Ci tengo a precisare che non si tratta “semplicemente” di un fatto d’immagine. Uno studio di Lucidpress ha calcolato che quando le aziende si comportano sempre in maniera coerente con i propri valori vedono le revenue crescere del 23 per cento.

Favorire la collaborazione

Per mantenere coerente il messaggio a tutti i livelli della tua azienda, è anche necessario che tutti i dipartimenti lavorino in sinergia e non come compartimenti stagni. Il modo migliore per riuscirci è di organizzare periodicamente delle riunioni tra le diverse aree dell’azienda, in modo da assicurarti che tutti siano sulla stessa lunghezza d’onda e si proceda in maniera coerente nella stessa direzione.

Occhio però a non esagerare con i meeting. Qualche giorno fa mi è capitato di leggere uno studio sulla vita d’ufficio in Danimarca. A quanto pare, 22 ore in ufficio vengono qui trascorse senza fare assolutamente nulla di produttivo: riunioni inutili e ripetitive, scartoffie senza importanza, burocrazia aziendale.

Per scongiurare questo problema, segui questi consigli di Elon Musk sulle riunioni inutili:

elon musk

  • Chiediti qual è il risultato atteso di una riunione: se non è chiaro, cancellala.
  • Mantienile corte: secondo la legge di Parkinson, se assegni 60 minuti di tempo a un’attività, essa si estenderà fino a coprirli tutti. Meglio quindi tagliare a 10/15 minuti.
  • La frequenza delle riunioni dovrebbe essere limitata, a meno che non siate alle prese con un compito molto urgente e impegnativo.
  • Permetti a chiunque di lasciare la riunione quando vuole, se sente di non stare contribuendo attivamente.




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