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Innovazione: come trasformare la tua azienda in 3 step

come fare innovazione

Nella vita aziendale o accetti le cose così come sono, oppure ti prendi la responsabilità di cambiarle. Un imprenditore ha il coraggio di trasformare le cose. Dopotutto, il nostro mondo è in continua evoluzione: cambia il mercato, cambi tu e le persone che sono parte della tua azienda. Non avrebbe molto senso lasciare le cose intatte, anche quando vanno veramente bene.

“Squadra che vince non si cambia”, non è un detto che vale molto nel mondo del business.

Cambiare, certo, è doloroso. Nei miei vent’anni di attività imprenditoriale, di cambiamenti, ne ho dovuti fare molti. Oggi ne attraverso proprio uno, quello in Insem, la mia digital factory, che dopo 10 anni di attività e tanti risultati di cui andare fieri, ha avuto bisogno di una sterzata.

Quando decidi di cambiare lo fai per diversi motivi. Il primo è quello più immediato: il mercato di oggi nel digital marketing non è più quelli di 10 anni fa. Un secondo motivo è legato invece a fattori interni a un’azienda: le persone che collaborano potrebbero non essere più adatte, potrebbero essersi appiattite sul loro ruolo, in un certo senso…

La tua bravura come imprenditore, e anche la sfida più grande, è di capire quali sono le situazioni che non funzionano più e come “rimescolare le carte”. Ecco tre consigli per iniziare una vera rivoluzione nella tua azienda.

I dolori di un cambiamento e il dialogo

Negli ultimi sei mesi ho dovuto fare scelte molto forti, cambiando almeno una ventina di persone in azienda, alcune delle quali figure manageriali. Checché se ne dica, ogni cambiamento parte dalle risorse umane, prima che dall’organizzazione della tua azienda.

Insomma, che senso ha modificare la tua organizzazione, se ad assolvere i compiti sono sempre le persone che tu ormai non ritieni più adatte?

In Insem ho dovuto, a malincuore, imparare questa lezione. Cambiare un gruppo di venti persone non è sicuramente semplice perché destabilizza anche gli altri collaboratori che vedono gente uscire dalla porta e altre entrare. Per evitare l’effetto ansia che può scaturire ti consiglio di parlare con i tuoi collaboratori. Parlare ma a condizione che tu abbia le idee chiare su cosa vuoi fare e come vuoi farlo.

In Insem, per esempio, negli ultimi mesi ho radunato spesso i miei collaboratori. Gli ho raccontato come l’azienda sta affrontando le sfide del futuro, quali sono le strategie: dialogare è sempre rassicurante. Le persone che credono nel tuo progetto, iniziano a entrare nell’operatività e a capire qual è il loro ruolo nella “sterzata” che hai deciso di dare.

Mostra il cambiamento

Il dialogo è fondamentale, ma mostrare le cose funziona a volte anche meglio. A Cernusco sul Naviglio, stiamo costruendo dei nuovi uffici con l a stessa attenzione spasmodica agli ambienti che ci ha sempre caratterizzati.

Modificare gli ambienti, dare nuovi spazi ai collaboratori, dà una dimostrazione pratica di quello che sta succedendo in azienda e ha un effetto benefico immediato: aumenta il senso di appartenenza e la motivazione. Così i collaboratori vedono il cambiamento “disegnato” attorno a loro, e si sentono protagonisti delle novità in atto.

La formazione

Non c’è cambiamento senza formazione. Se vuoi dare una sterzata, cambiare il posizionamento della tua azienda, aggredire nuovi mercati, hai una sola strada che può condurti all’obiettivo: quella di offrire valore ai tuoi collaboratori.

Ora, il valore maggiore è dato dalla possibilità di formarsi, di imparare cose nuove, di usare strumenti a loro sconosciuti e che possono essere fondamentali per il loro futuro, anche se decideranno di lavorare in un’altra azienda. In Insem abbiamo previsto una serie di occasioni di formazione: webinar e conference call, che contribuiranno a rendere efficiente e proficuo il rapporto tra esperti del settore, area commerciale e customer care.

Come vedi, cambiare non è mai facile. In Insem, lo facciamo da dieci anni e abbiamo mantenuto sempre alti i fatturati e le performance.

 

Nel business, vale la regola di Warren Buffett che una volta ha detto: “Ci vogliono vent’anni per costruirsi una reputazione, bastano 5 minuti per rovinarla”. C’è un solo modo per evitarlo: stare sempre al passo e instillare la cultura del cambiamento nella tua azienda.





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