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Insem, non solo un’azienda. Un faro e un modello per Digital District

Anche se il mercoledì è destinato all’appuntamento con il racconto delle mie start up, oggi ho deciso di parlare dell’azienda a cui tengo di più, ma di cui parlo di meno.

L’unica che start up non è, ma che è senza dubbio la madre di tutte quelle nate sotto la mia ala.

Chi mi conosce sa che mi riferisco ad Insem, l’azienda di cui sono fondatore, la mia prima vera grande scommessa nel mondo del Digital Marketing che – senza alcuna presunzione – oggi si può considerare tra i principali riferimenti in Italia per piccole e medie aziende.

Quest’anno Insem ha compiuto 10 anni.

Un compleanno importante arrivato nel pieno della pandemia.
E, se i festeggiamenti sono solo rimandati, è invece arrivato il momento giusto per ripercorrere la sua storia e il significato che ha per tutte le persone e le aziende del nostro distretto tecnologico di Marcianise.

Senza Insem non avrei avuto la giusta Vision per creare nuovi progetti

Mi sono reso conto che se non parlo molto spesso di Insem, forse è solo perché è l’azienda che già mi accompagna ogni giorno in tutte le mie scelte e le mie decisioni.

Fa parte di me, è un pezzo del mio cuore e la sua storia diventa quella di tutti i nuovi progetti che coltivo.

Insem non è l’azienda a capo del Gruppo, ma è l’origine di tutto ed è un po’ la chioccia del distretto.

Ha reso possibile la nascita di quello che oggi è Digital District

E’ la mia azienda più grande,  in termini di ricavi, clienti e dipendenti ed è quella che sta percorrendo in questo periodo le strade più ambiziose.

Ma quello che la rende così speciale nel mio percorso di imprenditore e investitore nel mondo digitale è la giusta Vision che è riuscita a darmi in tutto quello che è accaduto dopo.

Sarei riuscito in 4 anni a far nascere 15 start up se prima non avessi fatto Insem?

Assolutamente no. Con e grazie ad Insem ho capito in che modo andavano gestite le start up e i progetti che nascevano di volta in volta con me.

Ho preso e incamerato le difficoltà, i cambi di rotta, i successi, i risultati che avevo vissuto con la mia “primogenita” e ne ho fatto tesoro per le piccole su cui ricominciavo.

Se fossi dovuto partire da zero nell’affrontare la realizzazione di un distretto con tante piccole start up da curare, non sarei mai riuscito nel mio obiettivo.

Insem mi ha dato una vision differente, sono partito rispetto a tanti altri da un gradino più alto e sono riuscito a migliorare i processi di crescita delle start up evitando e risparmiando a tutti tanti errori che normalmente è legittimo commettere.

Avere Insem alle spalle mi ha permesso di contare su una struttura, sulle esperienze, il know how, il team, le collaborazioni e le connessioni importanti in questo ambito.

GLI ANNI DIFFICILI E LA STRETAGIA CHE CI HA PREMIATO

Quello che rende Insem così preziosa nel mio percorso sono anche le difficoltà che ho affrontato in questi 10 anni.

Nel 2020  abbiamo registrato una crescita importante, non tanto in termini di ricavi, ma di crescita, di concezione e di affermazione e consolidamento sul mercato nazionale.

I momenti duri sono stati tanti, però.
Mesi e anni talmente critici da farmi mettere a volte anche in discussione il futuro stesso della mia azienda.

La palestra più importante è stata proprio questa.

Con Insem ho imparato a superare enormi difficoltà e in prima persona ho scalato montagne ripide da cui ho tratto insegnamento.

Tra il 2013 e il 2014 e fino al 2018, la sfida più ardua che ci siamo trovati di fronte è stata l’ingresso sul mercato di competitors molto aggressivi.

Avevano possibilità economiche importanti che noi non abbiamo avuto, hanno invaso il mercato cambiando i modelli di business e puntando tutto su prezzi bassi.

Fino a due anni fa avevo paura di non poter più parlare di Insem con toni entusiastici e di gratificazione.

UNA CRESCITA COSTANTE DAL PRIMO ANNO E LA CAPACITA’ DI RESISTERE SUL MERCATO

Il primo anno abbiamo cominciato con 900 mila euro di fatturato e chiudiamo il 2020 con oltre 7 milioni.

Quello che ci ha premiato rispetto a tutte le realtà nate dopo di noi è stato aver mantenuto fede alla nostra mission, al nostro modo di lavorare sul mercato digitale così come avevamo sempre creduto di dover fare.

Abbiamo portato avanti il nostro modo di fare Digital Marketing e siamo stati premiati.

Tutto quello che abbiamo deciso di fare noi è stato esattamente quello su cui non hanno lavorato gli altri.

Conoscere questo universo dal 2000 mi ha riservato tante carte in più da giocare.

Il digital è il luogo in cui sono nato e cresciuto nel tempo, con impegno, formazione e coraggio di investire e credere nei progetti.

E infatti oggi abbiamo resistito e viviamo un momento di splendore.

In Italia rappresentiamo tra le più grandi realtà di questo tipo con clienti di media grandezza e strutturati.

Ci hanno scelto e ci continuano a scegliere perché siamo un punto fermo ed essere sul mercato da dieci anni è una garanzia assoluta.

L’IMPORTANZA DI TENERE DISTANTE L’ IMMAGINE AZIENDALE DA QUELLA DEL FOUNDER

Anche se la storia di Insem è innegabilmente legata a me e alla mia vita, ho sempre cercato di tenere questi due mondi lontani.

Una cosa che ho sempre provato a fare è stata tenere lontana la persona dall’azienda e pensare sempre prima al brand della mia società che non a me stesso.

Ritrovavo dei grandi limiti in chi, invece, sceglieva la strada opposta.

Spesso i founder e gli imprenditori schiacciano l’immagine e la storia dell’azienda.

Questo non significa che non mi gratifichi il fatto che Insem venga associata al mio nome. Anzi.

Ma preferisco sempre restare un passo indietro.

Grazie Insem per questi 10 anni, ce ne aspettano almeno altri 100.





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