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Okay al Black Friday. Ma che sia un solo Giorno di Promo

Anche se questa settimana siamo già stati “bombardati” da promo e sconti sugli acquisti on line, il giorno più caldo dell’anno sul fronte delle offerte commerciali è questo: l’ultimo venerdì del mese di novembre.

Questa ricorrenza (nata negli Stati Uniti, in una prima versione, addirittura 100 anni fa quando la catena Macy’s anticipò lo shopping natalizio all’indomani del giorno del Ringraziamento) è entrata, da qualche anno, a pieno titolo, anche nella cultura italiana e più in generale in quella europea.

Cosa dire di questo immenso evento commerciale che, in sole 24 ore, coinvolge il mondo intero e ormai quasi tutti i settori?

Prima di rispondere a questa domanda, proviamo a conoscere il Black Friday un po’ più da vicino e anche dal dietro le quinte.

Innanzitutto, voglio raccontarvi che per noi che operiamo nel settore digitale, questo è un momento quasi catartico e adrenalinico.

Stiamo parlando della più grande iniziativa commerciale dell’anno concentrata in sole 24 ore.

C’è un’attesa e una aspettativa tali da generare un clima di forte entusiasmo, di immenso lavoro ma anche di inevitabile tensione. In molti casi questa giornata può rappresentare il fatturato anche di un intero mese di attività.

Capirete quindi l’investimento psicologico e professionale che c’è!

Il Black Friday ha il merito di essere un motore velocissimo per l’economia digitale e sostenere anche tutto l’indotto del nostro settore.

I numeri che giungono dalle continue ricerche e indagini rilevate sulla popolazione sono incredibili. Soprattutto nel nostro Paese.

Quattro italiani su cinque, pari ad oltre l’85%, sono interessati a fare acquisti durante questo periodo (tra il Black Friday e il Cyber Monday (26 e 29 novembre). Secondo gli ultimi dati diffusi da PwC, tra questi consumatori il 45% farà shopping con certezza, mentre il 41% solo in caso di affari particolarmente vantaggiosi.

Queste percentuali mettono in evidenza come la febbre degli sconti on line abbia quest’anno definitivamente contagiato gli italiani che sono anche disposti a spendere di più: 235 euro (lo scontrino medio) rispetto ai 157 del 2020.

Il Black Friday, di anno in anno, sta diventando sempre di più l’occasione per anticipare lo shopping natalizio offrendo il grande vantaggio di distribuire le vendite in un periodo di tempo più ampio rispetto al passato.

Le nuove versioni del Black Friday

Come avete letto nel mio titolo, sono favorevole a questa iniziativa anche se ho aggiunto un “però”. Negli ultimi tempi, soprattutto con il diffondersi dell’evento in tutto il mondo e con l’avanzare della passione per la tecnologia, il Black Friday si sta moltiplicando in più versioni.

C’è chi si anticipa di una settimana con promozioni e sconti, facendo riferimento ad una Black Week. Si promuove tanto anche il Cyber Monday e quindi il lunedì successivo alla data regina delle offerte commerciali.

Bene. Anzi non proprio bene.

A mio avviso questo momento di acquisti vantaggiosi si sta allargando troppo e sta anche depistando e confondendo le idee all’utente.

Creare troppe occasioni e spalmarle in più giorni fa svanire il vero senso del Black Friday. Che non solo è legato al consumatore – che in quella giornata si concentra veramente al massimo nella ricerca e acquisto dei prodotti che desidera – ma anche nella reale proposta di sconto che spesso non diventa più tale ma solo chiasso sul web e finta opportunità.

Non compromettiamo questa iniziativa che sta dando tanto in termini di vendite e di visibilità alle aziende digitali. Come in tutte le cose non si deve mai oltrepassare il limite. Perché il rischio più grande è che perda di credibilità.

Il valore del Black Friday, in questa sua più recente versione, a mio avviso perde appeal e soprattutto genera confusione.

Faccio per una volta il “tradizionalista”: offerte commerciali concentrate in un solo giorno così come questo evento è nato.

In crescita la tendenza di acquisti “phygital”

Un altro fenomeno – forse ancora più interessante da considerare – è la crescita negli ultimi due anni di un’esperienza di acquisto che viene definita “phygital”: una formula ibrida, in grado di combinare il classico acquisto in negozio con gli strumenti messi a disposizione dal digitale.

Una tendenza alimentata in parte dal Black Friday e molto anche dalla pandemia.

In questa svolta epocale che stiamo vivendo e in questa veloce rivoluzione tecnologica, parallelamente alla confidenza con cui i consumatori ormai comprano on line, sta emergendo comunque il desiderio di non perdere del tutto il contatto con la realtà e con le emozioni che solo l’acquisto in un luogo fisico sa darti.

E’ un aspetto che mi affascina e che mi trova d’accordo. Talmente favorevole da aver intrapreso proprio nell’ultimo anno un percorso di diversificazione della nostra azienda Kechiq. Un’e-commerce verticale di orologi che nasce come un’azienda digitale e che sceglie di diventare anche un progetto off line con l’apertura di Boutique dove acquistare prodotti guardandoli, toccandoli e vivendo emozioni ed esperienze.

Non siamo gli unici, chiaramente. Non sono poche le aziende digitali che proprio in questo anno hanno scelto di essere presenti anche sul mercato reale. Questo perché seguiamo le inclinazioni dei consumatori che ci stanno dicendo proprio questo: sì agli acquisti on line, veloci, comodi e semplici ma non insostituibili.

Restiamo esseri umani desiderosi di vivere anche nell’acquisto un’esperienza che va ben oltre il possesso di un bene.

Il futuro sarà questo. Ci sono chiaramente ampi margini di miglioramento, soprattutto se le esperienze phygital sapranno diventare sempre più emozionanti e indimenticabili.

E almeno noi in Digital District, con alcune nostre aziende,  vogliamo creare proprio questo: un’ acquisto che valga la pena di fare offline per le emozioni che riesce a trasmetterti.





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