Menu Chiudi

PRIMA REGOLA PER ESSERE UN BUON LEADER: CONDIVIDERE TUTTO CON IL PROPRIO TEAM

Le prossime settimane in azienda saranno dedicate ad uno dei momenti che considero più preziosi per me stesso, per il team e per il mio Distretto tecnologico: la condivisione.

Voglio soffermarmi su questo aspetto con voi, perché può essere molto utile per chi mi legge e ha da poco messo in piedi un’azienda.

Ma potrebbe far riflettere anche chi, nel tempo, non ha mai preso in considerazione la strada di una leadership fatta di appartenenza e trasparenza con la propria squadra.

Quando preferivo la riservatezza alla condivisione 

Torniamo, però, un attimo indietro.

Torniamo a 15 anni fa, a quando ancora non sapevo che la parola condivisione sarebbe diventata la chiave di tutto o comunque la base solida su cui costruire le mie aziende.

Se dovessi scegliere l’aspetto sul quale sono cambiato di più, in qualità di imprenditore, non avrei dubbi nel dire che è la mia capacità di trasparenza di obiettivi aziendali e di risultati raggiunti con le mie risorse.

Il racconto costante di tutto quello che accade nelle società in cui insieme lavoriamo.

Agli inizi della mia attività ero tutto quello che non sono oggi, estremamente riservato e geloso della vita e della crescita societaria.

Pensavo a nascondere più che a raccontare, e senza saperlo, rendevo il percorso mio e di chi lavorava con me più faticoso e meno entusiasmante.

Commettevo, tra i vari, anche uno degli errori e degli sbagli più comuni tra gli imprenditori alle prime armi (ma anche di quelli navigati che si ostinano a non concedere spazio e a fare tutto da soli).

Tendevo, infatti, a sostituirmi ai miei collaboratori su mansioni che di certo non spettavano a me e che in modo arbitrario e personale decidevo di gestire io.

La mia condivisione in azienda era praticamente pari a zero.

Il cambiamento radicale e la nuova vita dei miei collaboratori

Ad un certo punto ho iniziato a cambiare il mio atteggiamento.

Forse perché inconsciamente mi rendevo conto di quanto fosse faticosa e cupa questa gestione.

Come spesso mi accade in tutte le cose della mia vita, quando cambio lo faccio in modo radicale e assoluto.

Sono passato da un atteggiamento di estrema riservatezza a quell’opposto. Ho cominciato ad impegnarmi  a non nascondere più nulla ai dipendenti, né le notizie positive né tantomeno quelle negative.

Inutile dirvi che progressivamente l’apertura e la condivisione hanno portato vantaggi enormi.

Coinvolgimento di tutti, dagli amministrativi al front office, dai primi agli ultimi arrivati in azienda 

Quello che è stato un atteggiamento istintivo di apertura al mio team, nel tempo si è trasformato in un’attività studiata e progettata all’interno del distretto.

Durante l’anno pianifichiamo incontri e riunioni in cui condividiamo risultati, obiettivi, paure e speranze per le nostre aziende.

Chiaramente il programma di incontri prevede una comunicazione e focus diversi a seconda della tipologia di risorsa e del ruolo che ricopre.

Condividiamo gli obiettivi in modo diverso a seconda degli specifici reparti e avvalendoci di una comunicazione più verticale possibile.

Ma la cosa importante è che vengano coinvolti tutti. Perché l’azienda è di tutti e solo la condivisione può farli sentire partecipi e parte di un progetto comune.

In questo percorso la lettura e la documentazione mi hanno aiutato a crescere come imprenditore e a cercare sempre le strade migliori, non solo sugli aspetti di business ma anche di gestione delle risorse umane.

Il messaggio più importante di cui ho fatto tesoro è che si può definire leader soltanto chi condivide la mission dell’azienda mettendo a nudo soprattutto le difficoltà da superare.

Quando raggiungi questo obiettivo hai veramente conquistato la leadership e la stima della tua squadra.

Anche chi non sposa i tuoi obiettivi, ti seguirà nella tua impresa

Essere se stessi davanti al proprio team e comunicare ogni passo fatto e quello da compiere ha anche le sue conseguenze “negative”.

Ma anche questo aspetto nasconde un valore e una scoperta importante.

Quando diventi un libro aperto, non sempre incontri l’appoggio di tutti. Nel team ci sarà sempre qualcuno che non apprezzerà le tue scelte, ma il fatto stesso che tu abbia deciso  di non nascondergli nulla, ti premierà con il suo interesse a seguirti.

Il lavoro è spronato e sostenuto dalla sicurezza che solo la trasparenza può dare. La condivisione è fonte di tranquillità per chi lavora con te. Sapere dove ti stai dirigendo, gli basta per scegliere di far parte dell’azienda senza resistenze.

Le risorse umane sono il bene più prezioso 

Nel mio Distretto offriamo servizi. Questo significa che le mie società sono fatte di persone, solo di quello.

Sarebbe da stupidi non prendersi cura del bene più prezioso che rende possibile tutto questo.

Non ho macchinari o strumenti da preservare, ma esseri umani senza i quali i miei i Pc non produrrebbero nulla.

Se quelle persone dietro lo schermo non sono gratificate e non sono consapevoli di dove e come stanno lavorando, comincerebbero a produrre meno e meno bene.

I miei collaboratori sono tutto per me e voglio che si sentano parte di questo tutto.

So che è difficile per un imprenditore non accentrare su di sé, può essere legittima la paura di raccontare soprattutto i momenti difficili dell’azienda e le paure per il futuro, ma la condivisione è un scelta manageriale a cui non potete rinunciare e che vi ripagherà.

Solo quando sceglierete di percorrerla, capirete quanto cambierà la vostra vita in azienda e la vita della vostra azienda.





Shares