Menu Chiudi

Quale tecnologia ci ha cambiato veramente la vita?

Sono passati quasi 14 anni da quel 29 giugno 2007. Giorno in cui il primo I-Phone fece il suo ingresso sul mercato. Anche se in Italia fu commercializzato qualche tempo dopo.

Quel prodotto tecnologico che Steve Jobs aveva annunciato qualche mese prima, nel gennaio dello stesso anno, sarebbe stato la più grande rivoluzione informatica dell’epoca moderna.

Lo smartphone, possiamo dirlo senza alcun dubbio, ha veramente cambiato il mondo.

Sono trascorsi 14 anni e, in ambito tecnologico, sembra trascorsa una vera e propria eternità. Un periodo durante il quale di innovazioni straordinarie ne sarebbero arrivate tante altre.

Tutte incredibili e dal grande impatto sulla quotidianità e semplificazione della nostra vita.

Ma quale è stata quella più rivoluzionaria? Quella senza la quale non saremmo quello che siamo e senza la quale non potremmo più vivere? Sia sul piano personale che professionale?

Le pietre miliari tecnologiche dell’ultimo decennio

Se ci guardiamo indietro, dal 2010 ad oggi, è stato un susseguirsi di regali che la tecnologia ci ha fatto.

A volte è andata talmente veloce da arrivare prima che la necessità e il bisogno si facessero sentire.

Le tecnologie dell’ultimo decennio sono anche quelle che hanno gettato i semi per i cambiamenti che arriveranno di qui fino al 2030.

Ricordiamone alcune insieme, prima di arrivare a quella che personalmente metto sul podio.

  • Gli assistenti vocali: ci sono miliardi di persone nel mondo che ogni giorno interpellano dispositivi per ottenere informazioni di ogni tipo. Nessun tasto da spingere, solo la nostra voce e le nostre domande per ricevere aiuto. Questa tecnologia è talmente utilizzata che si stimano decine di migliaia di sviluppatori dietro queste intelligenze artificiali.
  • Streaming. È stata anche una delle tecnologie chiave di questo ultimo anno di pandemia. Lo streaming ci ha dato la possibilità di usufruire del cinema, della tv e della musica come di servizi on-demand. La televisione è stata messa ai margini e ovunque ci sia una connessione internet e un dispositivo adatto, possiamo usufruire di quello che preferiamo ovunque vogliamo.
  • Il tablet ci ha portato nell’era post computer. Quella in cui abbiamo fatto a meno della tastiera, del mouse e del monitor per lavorare e intrattenerci.
  • Geolocalizzazione Anche se questa tecnologia è la nemica numero uno della nostra privacy, ha agevolato una delle azioni più importanti della nostra quotidianità: gli spostamenti.
  • I dispositivi indossabili rappresentano un ulteriore salto verso la semplificazione e l’uso immediato della tecnologia. Oggetti che potrebbero diventare presto non solo indossabili ma proprio innestabili nel nostro corpo. Un passaggio che soprattutto sul fronte medico scientifico potrebbe regalare benefici importanti. Una tecnologia che potrebbe interagire direttamente con il fisico occupandosi del monitoraggio della nostra salute.
  • Realtà aumentata. Già quella virtuale ci era sembrata negli anni 90 una grande rivoluzione, ma con quella aumentata la scena è cambiata completamente. La differenza è netta: mentre la realtà virtuale crea un mondo simulato, con la realtà aumentata si sovrappone un livello digitale a quello che i nostri occhi vedono nel mondo reale
  • 5G Il tema tecnologico che sta dominando quest’ultimo anno è il 5G, la connettività mobile di quinta generazione, un punto di svolta per tutto il nuovo universo di dispositivi connessi. E già si sta lavorando sulla versione 6 e 7.

Lo smartphone, il vero spartiacque del mondo digitale

Ma la risposta alla domanda posta all’inizio arriva adesso ed è più che scontata.

Credo che nessuno non possa essere d’accordo che sia lo smartphone la tecnologia che ha rappresentato la vera rivoluzione dell’era digitale.

Ricordo benissimo quel periodo. Lavoravamo già alle prime app, consapevoli che non servivano ancora a molto. Le utilizzavamo come presentazioni per le aziende, ma nessuno comprendeva fino in fondo la portata enorme che avrebbero comportato gli applicativi digitali.

Quando Steve Jobs ha commercializzato il primo I-Phone, ha dato inizio a qualcosa di paragonabile alla prima rivoluzione industriale.

Una rivoluzione anche nel mondo del business e di tutto quello che ne sarebbe scaturito che nessuno prima poteva immaginare.

Con lo smartphone e i suoi applicativi, il telefono diventa uno strumento dove è possibile immagazzinare centinaia migliaia di software.

Il tutto studiato su un modello di UX e di usabilità elevatissima.

Tutto questo ha cambiato il mondo, ha dato origine a nuovi business, nuove figure professionali, nuovi modi di vivere, di comunicare, di viaggiare e di organizzare la propria quotidianità.

Quella di Jobs è stata una scelta tecnica e di marketing di portata mondiale.

Lo smartphone che ha dato una svegliata al settore digitale

Se ci pensiamo bene e torniamo indietro con la mente, con l’avvento dello smartphone e dei suoi applicativi si è data anche una sferzata al mondo digitale che sembrava essersi un po’ fermato.

Dopo il primo entusiasmo. aveva perso entusiasmo e appeal. Si cominciavano a perdere emozioni per strada con la ripetitività della stessa offerta: internet, siti, informazioni.

Oggi nessun progetto digitale può prescindere dal concept di uno smartphone. Qualunque piattaforma che nasca su Desktop deve tenere prima di tutto in considerazione la sua versione mobile.

Tutte le tecnologie di cui abbiamo parlato prima non sarebbero nulla senza uno smartphone.

Steve jobs con la commercializzazione degli i phone ha dato nuova linfa e ha creato un mondo nuovo che ci accompagnerà per chissà ancora quanti anni.

Noi che amiamo e lavoriamo in questo settore non possiamo che essergliene grati.

La guerra atavica tra hardware e software

Con lo smartphone si conclude anche la guerra tra hardware e software. Quest’ultimo vince a mani basse e non c’è più spazio per nessun dibattito.

Fino a qualche anno fa, ancora si ragionava su cosa fosse più importante.

Il software vince ormai a mani basse.

L’hardware può essere uno strumento utile, ma è zero senza la parte di applicativi e software.

 





Shares