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Sì alla Digitalizzazione delle PMI. Senza però rinunciare all’Offline

Nell’ultimo anno, mi sono spesso trovato a rispondere a questa domanda: è indispensabile per qualunque azienda diventare Digital?

La risposta sembra scontata, ma non del tutto.

Nonostante sia un intenditore del mondo digital e, nonostante già 20 anni fa mi sia proiettato in questo mondo ritenendolo vincente, sono altrettanto convinto che le medie e piccole aziende debbano fare assolutamente scelte digital, ma senza mai allontanarsi e abbandonare il mercato dell’offline.

Considero importante per  un imprenditore  dover affiancare alla strada digitale anche quella tradizionale.

Sia sul fronte della vendita che della comunicazione.

Tutti possono vendere on line. Non ci sono buone ragioni per non farlo

Di fronte allo scenario che ha ridisegnato la pandemia globale, non si può credere che un negozio o un’azienda o una qualsiasi altra attività non abbia interesse ad operare anche attraverso l’ online.

Perfino i brand più legati alla tradizione e al territorio si sono mossi in questa direzione.

Penso a marchi storici napoletani come Marinella che da sempre vende in tutto il mondo, e ha scelto comunque di saltare nel mondo digital e avere un canale e-commerce per non precludersi  una nuova fetta di mercato.

L’imprenditore che oggi non fa questa scelta, lascia fuori consapevolmente il canale più importante, riducendo in modo considerevole il suo fatturato ma anche la sua speranza di vita. 

Non dico certo che non resisteranno sul mercato o che chiuderanno, ma andranno incontro senza dubbio ad una forte riduzione dei ricavi e avranno qualcosa in meno rispetto ai loro competitor.

Tutti oggi possono vendere on line.

Qualche anno fa sembrava impensabile vendere cucine, auto oppure organizzare eventi e manifestazioni sul web, eppure è successo!

Anche i beni di altissimo valore che vengono meno venduti online, hanno comunque dei canali digitali sui quali si promuovono.

Perché l’offline non va lasciato, ma perfezionato

La vendita e la comunicazione online e offline sono i lati di una stessa medaglia.

Per questo, ricollegandomi alla mia affermazione iniziale su quanto sia importante il digitale senza mai abbandonare il percorso tradizionale, ribadisco che l’online non uccide l’offline e viceversa.

Quello che va sicuramente considerato è il cambiamento a cui gli imprenditori si devono preparare anche nel modo di essere presenti nella realtà.

Più della metà dei clienti, prima di acquistare desidera ancora toccare e guardare il prodotto.

Se, quindi, è vero che la rete è una barriera dal punto di vista fisico ecco che entra in gioco l’attività offline.

I negozi tradizionali, in particolare negli Stati Uniti, non stanno scomparendo ma si stanno trasformando, diventando più piccoli, più facili da raggiungere, più orientati al servizio e alla brand experience.

Si potrebbe aprire uno scenario in cui esisteranno soprattutto showroom dove il cliente può provare il prodotto, ma che di fatto acquisterà online e che gli verrà consegnato a casa o nel punto vendita.

La spinta verso il digitale da parte degli imprenditori deve essere motivata dal fatto che i canali fisici sono valorizzati dai canali digitali perché facilitano, migliorano l’esperienza del cliente e favoriscono l’aumento delle vendite.

3 ragioni per avviare una Digital Transformation

La trasformazione digitale in un’azienda piccola o grande che sia, richiede soprattutto un cambiamento culturale. Per questo è ancora così difficile attuarla, soprattutto nel nostro Paese.

Non è un percorso rapido e neanche semplice e richiede anche una riorganizzazione dei propri dipendenti e delle loro competenze.

Eppure ci sono almeno 3 ragioni fondamentali per cui è importante che un’azienda pensi di integrare le proprie vendite con il digitale:

  • C’è una migliore esperienza per i clienti
  • Si aumentano i profitti
  • Ci si allinea con la concorrenza

Cosa ci ha insegnato la pandemia globale 

Una delle poche cose positive che ci ha raccontato il Covid è che il mondo, in pochissimo tempo e per necessità, si è digitalizzato.

Nel giro di qualche mese si è accelerato un processo che, in una situazione di normalità, avrebbe richiesto ancora molti anni.

Chi prima per pigrizia o paura di non sapere utilizzare la tecnologia non si era mai approcciato a questo mondo, costretto dalla necessità, ha cominciato ad effettuare acquisti on line.

La pigrizia è stata superata dall’esigenza.

E così milioni di utenti in più hanno cominciato a comprare on line.

Quando un utente – che prima non aveva questa abitudine – comincia invece a ripeterla più volte nel tempo, significa che ne ha colto il valore, l’opportunità e i vantaggi.

Con il Covid è nato quindi un nuovo mercato, rappresentato da tutti gli utenti che in un breve lasso di tempo si sono aggiunti a chi già acquistava attraverso il web.

La nostra diretta esperienza in Digital District

Anche in Digital District abbiamo toccato con mano l’incredibile crescita degli acquisti on line determinati dalla pandemia.

Uno dei nostri e-commerce , durante il primo Lock down di aprile 2020, ha raddoppiato e in alcuni momenti quasi triplicato il fatturato.

E anche dopo il lock down questo fatturato si è stabilizzato su un livello superiore.

Questo significa che si è conquistata e si è creata una nuova fetta di mercato.

Preparatevi al 2021, si prevede una crescita pari a 4.5 miliardi (37% in più rispetto al 2020)

Qualora non fossi stato abbastanza convincente su quanto dobbiate puntare anche sul digitale, vi lascio con qualche dato e qualche previsione per il 2021 nell’ambito dell’e-commerce.

L’e-commerce italiano segnerà un +375% rispetto agli ultimi 3 anni stimando una crescita nel 2021 del 37% in più rispetto al 2020.

I settori che ne saranno particolarmente avvantaggiati saranno il food e beverage ma anche l’advertising, il marketing, il settore dell’abbigliamento  e dell’arredamento ma anche il farmaceutico, il wellness e beauty e l’editoria.





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