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Come fare startup? 3 cose che ho imparato al TechItalia di Londra

techitalia

«Imparare è un’esperienza. Tutto il resto è solo informazione», è una frase partorita dalla mente geniale di Albert Einstein.

E chi meglio di uno startupper deve fare sua questa mentalità? Infatti, conoscere tante cose, in teoria, non aggiunge nulla al tuo valore, se non hai una vera esperienza sul campo, se non ti sporchi le mani.

La mentalità dello startupper deve essere fatta di curiosità e sete di sapere e l’imprenditore anche più maturo che va a caccia di nuovi traguardi, deve conservarla, trattenendo quello spirito da ragazzo che è in lui.

È con questo spirito che sto affrontando tutta l’avventura di Laila, il nostro chatbot dal cuore umano (guarda qui il video dove ne parlo).

Laila è un progetto nato da poco ma che già ha ottenuto tanti riconoscimenti. Eccoli riportati in questa timeline.

La tappa più recente dell’avventura è la partecipazione a TechItalia, acceleratore londinese di startup. Dopo un primo periodo di formazione  con manager di aziende come Google, Vodafone e Cisco, il 18 ottobre, ci sarà il Demo Day, l’incontro con le aziende e i fondi di investimento.

Al di là di come andrà, Londra mi ha già insegnato tanto. Ecco cosa ho imparato dall’ecosistema britannico delle startup.

3 cose che ho imparato a Londra

Come ti ho anticipato sono andato a Londra con lo spirito dello startupper. Il mio obiettivo principale era capire come funzionava uno degli ecosistemi più importanti delle economie digitali.

Sono tornato con un bagaglio di esperienze incredibile, tra incontri con altri startupper, manager e imprenditori che hanno aziende partite da Londra e hanno scalato in tutto il mondo. Ecco cosa ho imparato.

Una startup è nei dettagli

Se perdi il quadro di insieme sbagli. Tuttavia, fai errori anche se non consideri i dettagli, le “tessere del mosaico”. A Londra ho capito ancora di più quanto conti il dettaglio. Una imprenditrice italiana di successo, per esempio, mi ha consigliato di svecchiare il logo di Laila. E sai sulla base di cosa? Proprio di un dettaglio: le cuffiette che il “chatbot” indossa nel logo.

Secondo il suo parere le cuffiette sono troppo vintage e in contrasto con l’immagine d’avanguardia della startup. La sua mi sembra un’opinione condivisibile e stiamo progettando un restyling del logo.

Sei d’accordo con lei?

Vuoi scalare a Londra? Puoi farlo solo se…

Alcuni pensano erroneamente che basti una buona idea, che punti magari sul Made in Italy, tanto apprezzato dagli inglesi,  per convincere gli imprenditori e gli investitori del posto a scommetterci e a scalare. Sbagliato.

Per ottenere investimenti a Londra devi realizzare una società sul posto, una Ltd. Così aumenti le tue chance di attirare nella tua rete i big dell’economia digitale britannica.

Tutto sulla traction

Secondo una ricerca di Pitchbook, nel 2017 gli investimenti nel tech in Gran Bretagna hanno raggiunto la cifra di 2,99 miliardi di sterline. Anche il 2018 è andato molto bene: un’altra ricerca di KPMG spiega come le aziende hitech britanniche siano quelle che raccolgono più capitali in Europa.

Insomma, un mare di investimenti. Eppure, questi numeri non devono far pensare che è più facile raccogliere soldi lì che nel resto d’Europa. Gli investitori britannici che ho incontrato sono tutti orientati sulla traction, ovvero sulla capacità di generare metriche efficaci.

Nessuno di loro investirebbe solo su un’idea, malgrado la maggiore disponibilità di soldi. Non è l’idea che fa la differenza, ma è la capacità del team di fare veramente business.

Laila è un progetto realizzato con il supporto del team di Elteide. Clicca qui per scoprire di più sui servizi di Elteide per le startup.





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