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Successo e fallimento di una startup dipendono da un solo elemento, scopri quale

«Ognuno ha un piano, finché non prende un pugno in faccia», è una frase di Mike Tyson che si adatta molto bene al mondo delle startup. Il “pugno in faccia” è il mercato. Puoi aver fatto bene i “compiti”, avere scelto i migliori talenti in squadra, lavorato a fondo sul prodotto, ma se il mercato non è pronto, allora il tuo lavoro sarà in gran parte vano.

Una cattiva ricezione da parte del mercato può avere motivi diversi, tra questi uno dei più interessanti è per me il timing. Quando si parla degli elementi che decretano il successo di una startup si punta soprattutto sulla qualità del team, del prodotto, della dimensione del mercato, ma si dà ancora poca attenzione alle tempistiche, che invece rappresentano un fattore decisivo. 

Oggi ti racconto perché.

Il timing fa la differenza tra successo e fallimento

Bill Gross è un imprenditore seriale americano di successo, con il suo Idealab, un lab che sviluppa nuove idee e business. In un discorso che ti consiglio di vedere al Tedx talk, racconta qual è l’elemento che per lui determina di più il successo o il fallimento di un business.

 

Per dare conferma alla sua intuizione, Bill studia 200 startup, alcune diventate business miliardari, altre che sono miseramente fallite dopo un inizio col botto. L’imprenditore analizza quali sono i motivi che hanno permesso ad alcune realtà di avere la strada spianata, o costretto altre a chiudere bottega. 

Secondo la sua riflessione, il timing è responsabile del fallimento o del successo nel 42% dei casi.  Bill fa anche degli esempi concreti. Uno riguarda una sua azienda, che si chiama Z.Com, l’antesignano di Youtube. Bill lancia questa azienda sul finire degli anni Novanta quando la penetrazione della banda larga è ancora minima. Malgrado la buona intuizione e un team  d’eccellenza (che aveva all’interno anche qualche giovane attore di Hollywood), la startup del video content fallisce nel 2003.

Il problema? Solo pochi utenti, all’epoca, possono permettersi una qualità decente dei video e per farlo dovevano inserire dei codec (software di compressione video) all’interno del proprio browser. Insomma, tutto troppo complicato. Solo due anni dopo, nel 2005, nasce YouTube ed è un successo planetario. La differenza? Il problema dei codec viene risolto attraverso Adobe Flash, mentre la penetrazione della banda larga ha raggiunto quell’anno il 50% dei cittadini americani.

Esempi di timing perfetto: Airbnb e Uber

Nel suo discorso Bill cita poi due startup conosciutissime come Airbnb e Uber. La prima non ha avuto all’inizio vita semplice. I founder hanno dichiarato che prima di trovare investitori, hanno ricevuto sette “no” di grandi venture. In realtà, il problema è che molti fondi non credevano possibile che qualcuno potesse affittare una camera a uno straniero. 

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Ma i founder avevano il giusto timing: la recessione economica aveva costretto molte persone a cercare delle fonti di guadagno extra. Dietro al successo di Uber, c’è la stessa motivazione: con la crisi, molti autisti cercavano un secondo lavoro per arrotondare.

Gli esempi di timing sono tanti ancora. TrueLayer una startup londinese, fondata da due italiani, è un esempio perfetto di timing. Il founder, Francesco Simoneschi, ha creato una piattaforma che favorisce i rapporti tra banche e fintech, proprio nell’epoca dell’Open Banking, con il recente lancio della direttiva Ps2d che obbliga le banche a condividere i loro dati con terze parti.

In un’intervista su Startupitalia!, Simoneschi racconta: 

«Si parla tanto della qualità del team, del prodotto, della dimensione mercato, ma si dà ancora troppa poca enfasi a un elemento decisivo nel creare una startup che può reggere sul mercato: il timing. In un mercato così competitivo, il timing diventa un fattore chiave, se arrivi troppo presto o troppo tardi perdi efficacia».

3 domande per capire se è il tempo giusto

Come capire quindi se il timing è quello giusto? L’esercizio è molto complesso: devi mettere in gioco le tue competenze, la conoscenza che hai del mercato e il tuo fiuto. Tuttavia, esistono alcune domande che possono aiutarti a fare chiarezza.

  • Qual è la situazione del mercato, oggi? Fai ricerche approfondite e sondaggi per capire se la nicchia di mercato che hai scelto sente il bisogno del tuo prodotto o servizio, e soprattutto se è disposta a pagare per averlo.
  • Ho le competenze tecniche per realizzare l’idea? In questo caso, dovrai capire se la tua soluzione è tecnicamente realizzabile (con le tecnologie che conosciamo oggi) e, in caso tu non sappia realizzarla, se c’è qualcuno disposto ad aiutarti.
  • È il momento giusto della mia vita per fare una startup? Capire il timing significa anche fare una riflessione su te stesso, sul tempo che vuoi/puoi dedicare allo sviluppo del business. Non potrai realizzare una startup nel tempo libero.

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