Menu Chiudi

Tecniche problem solving: 5 passi per risolvere qualsiasi problema in azienda

problem solving

«Se avessi un’ora per risolvere un problema, utilizzerei 55 minuti per pensare al problema e cinque minuti per le soluzioni», è una frase famosa di Albert Einstein, che spiega bene qual è l’approccio migliore a un problema in azienda: prepararsi bene prima di affrontarlo.

Una mente abituata al problem solving è soprattutto una mente che è vincente nella preparazione: sa come approcciare al problema e  non si lascia prendere dall’ansia di trovare soluzioni nell’immediato.

Negli anni con l’esperienza ho imparato a non agire mai di istinto di fronte a un problema, ma ad analizzarlo prima con cura, in modo da capirne l’importanza e ipotizzare le soluzioni più idonee.

Ho sviluppato una mia personale tecnica fatta di cinque passi che oggi condivido con te.

La calma può convivere con la tempestività

“Di fronte a un problema bisogna essere interventisti, ma calmi”, è questo il messaggio che cerco di trasferire al mio team di lavoro. Per quanto complesso il problema, un’azienda non è mai un ospedale dove ci sono delle situazioni da codice rosso, dalle quali può dipendere la vita di una persona.

Per questo, il primo lavoro da fare su un problema è su se stessi: capire che solo con la dovuta calma puoi raggiungere dei risultati efficaci.

Calma non significa tuttavia né posticipare, né non essere tempestivi: al link ti racconto come “essere zen” mi ha aiutato a risollevare l’azienda da una crisi di liquidità

https://www.carminepappagallo.it/gestione-aziendale-come-restare-zen-durante-una-crisi/

Metodo di problem solving

esempio problem solving

Le menti preparate al problem solving sono quelle che sanno dissezionare il problema e analizzarlo da più di una prospettiva, facendosi aiutare dalle tecniche del pensiero laterale.

Ognuno ha il suo modo particolare per ridurre il problema in tante parti, ti svelo il mio: su un foglio A4 scrivo il nome del problema (es. quelli relativi alla vita finanziaria dell’azienda, oppure quelli di un incomprensione con un collaboratore) e disegno tanti cerchi attorno, alcuni più vicini al problema centrale, altri più distanti.

Le soluzioni per priorità

Su ogni cerchio scrivo poi una possibile soluzione: quelle più vicini al problema sono le cose che per me sono prioritarie e mano mano le attività da compiere che sono importanti, ma non da realizzare subito.

In questo modo, avrai una visione a 360 gradi del tuo problema e non metterai tutto in uno stesso calderone. Voler affrontare un problema tutto insieme, senza dividerlo in tante parti, è uno degli errori delle menti che non sono preparate al problem solving.

Cercare la vera causa del problema

tecniche di problem solving

Le soluzioni più vicine al problema, come ti dicevo, sono quelle che vanno risolte prime. Andando alla fonte di ognuna di loro, capirai quali sono le vere cause del problema, che molto spesso non coincidono con quelle che possono sembrarti più ovvie.

Ti faccio un esempio. A volte mi è capitato di dover gestire la rabbia improvvisa di un collaboratore che ha causato delle tensioni tra lui e il management. Dato che è un comportamento per lui anomalo molti di noi hanno associato quello scatto di rabbia a una giornata storta.

Eppure, “l’ovvio non è quasi mai ovvio”, e allora ho pensato di indagare in quel comportamento. Dopo un’ora di colloquio con la persona, nella quale mi ha parlato di tutt’altro, mi ha raccontato che la sua insoddisfazione era legata al suo contratto. Era rimasto di un livello troppo basso rispetto alla sua esperienza e alla sua competenze.

Insomma, se non avessi analizzato a fondo il problema avrei avuto nel team una persona, che con i suoi comprensibili malumori, poteva danneggiare il lavoro di tutti.

Monitorare le soluzioni

Cosa ti dà la certezza che la soluzione (o le soluzioni) che hai adottato per risolvere il problema siano quelle giuste? Banalmente, i risultati che ottieni poi. L’errore, tuttavia, che si compie in questo passaggio è non monitorare le soluzioni e le loro performance.

In questo modo il rischio è di non comprendere l’efficacia delle proprie scelte e di non avere poi uno storico, su cui basare la risoluzioni di problemi simili in futuro.

Conosci altre tecniche di problem solving efficaci? Condividi qui o scrivimi su Linkedin





Shares