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Ai CEO di oggi mancano queste 3 qualità: ecco come coltivarle

ceo startup

“Tutti possono fare tutto: basta l’impegno”. Questa è solo una bella frase motivazionale, ma che nella realtà non è sempre vera. Anzi non lo è quasi mai.

Il problema di molti imprenditori, specie di quelli in erba (vedi gli startupper), è di pensare di non avere limiti: quando sono megalomani, rischiano di mandare alle ortiche ogni progetto, anche quello più interessante.

Come business angel, di Ceo di startup ne ho conosciuti tanti. E tanti non avevano la stoffa per avere questo ruolo guida. Erano anche ottimi professionisti nel loro campo, ma non avevano la capacità di guidare un’azienda, specie una che corre veloce come una startup.

Quali sono allora le competenze che un Ceo di una startup deve avere? Ti dico la mia in questo articolo.

Buoni tecnici, ma senza vision

Di sviluppatori bravi ne ho incontrati davvero tanti. Sono geniali nel trovare una soluzione immediata a un problema e sanno come realizzarla. Tuttavia, gestire un’azienda è qualcosa in più: non è semplicemente saper risolvere una questione o svolgere bene un compito.

Un Ceo non può limitarsi alla “conoscenza dei ferri del mestiere”. E non può neanche, unicamente, essere uno bravissimo a realizzare business plan e previsioni.

Deve avere una panoramica a 360 gradi dell’azienda: il che significa conoscere i ferri del mestiere (se non sa come si lavora, difficilmente capirà i suoi collaboratori), conoscere il mercato e saper fare previsioni.

E poi c’è un fattore in più, che risulta decisivo: avere una vision. Che poi tradotto significa possedere l’immaginazione giusta per proiettare il business negli anni, anticipando i trend e apportando modifiche in corsa al progetto, secondo i cambiamenti del mercato.

Avere una vision non è una dote naturale. Significa, in concreto, ritagliarsi spazio per leggere libri e articoli, informarsi, partecipare a eventi del settore, confrontarsi con persone più esperte. Per poi introiettare tutto e farsi una propria idea del percorso che la startup deve compiere. Per riuscirci, è necessario avere un’intelligenza “molto umanistica” e molto meno tecnica.

Talenti che non sanno coinvolgere

Altri Ceo che ho conosciuto invece erano veri e propri talenti. Conoscevano tutto del loro business e sapevano selezionare gli uomini giusti per realizzare il loro piano strategico. Eppure, non avevano la minima capacità di coinvolgere le altre risorse nel progetto.

Questo è un rischio in cui finiscono molto talenti: sono anarchici e danno troppe cose per scontate. Un vero Ceo, invece, passa parte del suo tempo a spiegare agli altri anche cose che a lui appaiono molto ovvie.

Coinvolgere è un’arte che può essere messa in pratica in tanti modi diversi. Raccontando l’azienda e le sue evoluzioni ai collaboratori, per esempio. E poi c’è la strategia che io preferisco: coinvolgere attraverso l’esempio. Un po’ come un buon genitore che deve fare prima di dire, per trasmettere certi valori ai suoi figli, così un bravo Ceo mostra agli altri l’entusiasmo e la voglia che ha di realizzare il suo progetto.

Un entusiasmo che viene dimostrato nei fatti, è decisamente meglio di un entusiasmo solo di facciata.

Non crederci abbastanza

“La mia è una scommessa”, quante volte ho sentito pronunciare da un Ceo questa frase. Può sembrare una dichiarazione come un’altra, ma in realtà nasconde la paura del Ceo di non riuscire a portare a compimento il suo progetto.

Una startup non può essere una scommessa, non ci si può affidare al caso, ma ad azioni concrete e misurabili.

Chiaro: la fortuna ha sempre un ruolo, come nella vita di tutti; ma non si può partire certo dalla fiducia nel destino per vivere la vita che vogliamo.

Spesso ho conosciuto Ceo che non ci credono abbastanza. Sono quelli che, per esempio, non hanno lasciato il loro lavoro sicuro e pensano che si possa avere successo mantenendo un piede in due scarpe.

In realtà, una startup è una scalata in montagna. Ti serviranno tutte le tue energie per arrivare in cima e le caratteristiche che ti ho raccontato oggi: vision, capacità di coinvolgere gli altri ed essere il primo a credere in quello che fai.

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